— Forse, — ella pensò riandando i discorsi di quella sera — il signor Graham è mosso, in fin dei fini, da pura benevolenza; può darsi che pensi come Emilia ch'io mi sobbarco a fatiche troppo gravi. È impossibile ch'egli sappia quanto forti siano le ragioni che m'inducono a questo passo, da quali vincoli di gratitudine io sia legata ai Sullivan, e qual bisogno abbiano di me adesso. E dal canto mio non credevo che facesse proprio assegnamento sulla mia compagnia per il giro nel Mezzogiorno. Emilia, è vero, parlava come se fosse sottinteso ch'io andrei con loro, ma lui non me ne toccò mai per nulla, non mi fece alcun invito; sicchè non potevo presumere di cagionargli un gran rammarico nè un gran disturbo. Certo, se aveva divisato questo viaggio col fine di procurare un piacere a tutt'e due come ha detto, si comprende che debba essere alquanto stizzito. D'altronde, avendomi tenuta così a lungo sotto la sua tutela, gli pare d'avere un diritto a dettarmi la mia condotta. Ed è stato sempre tanto pieno di bontà e d'indulgenza per me, per un'estranea verso cui non ha nessunissimo obbligo! Oh, mi tortura l'idea ch'egli abbia a giudicarmi ingrata!

«Rinunzierò dunque al mio posto d'insegnante, viaggerò con loro, e lascerò la cara signora Sullivan soffrire, senz'assisterla, morire forse durante la mia assenza? No, questo è impossibile! Mai non tradirò in tal modo il mio proprio cuore, il mio senso della rettitudine e della lealtà. Per quanto mi dolga l'offendere il signor Graham, non devo permettere che il timore della sua collera mi distolga dal mio dovere! —

Deliberato così di sfidare la tempesta a cui sapeva di non poter sottrarsi, e raccomandata la sua causa a Colui che giudica secondo la giustizia, Gertrude tentò d'acquetare la sua angoscia nel sonno; ma invano. Non appena il sopore che le invadeva la mente cominciava a sollevarla del peso ond'era oppressa, sogni di non meno dolorosa natura ridestarono in lei la coscienza della realtà. Ora vedeva il signor Graham offeso e sdegnato come la sera innanzi, e l'udiva minacciarla delle più severe manifestazioni del suo malcontento s'ella avesse osato contrariare i suoi disegni: ora le appariva Guglielmo, il Guglielmo giovanetto che era partito cinque anni addietro, e con aria afflitta le additava la camera dove sua madre giaceva in deliquio, pallida d'un pallore di morte, come ella l'aveva trovata, visitandola ultimamente.

Esausta da questa successione di visioni affannose, Gertrude, quando fu interrotto quel sonno senza riposo, non cercò di riaddormentarsi. Levatasi, andò a sedere presso la finestra, e stette a contemplare la luna che scendeva sull'orizzonte mentre si diffondevano nel cielo i primi albori. Là, nella tranquilla comunione con sè stessa, ella raccolse la forza e il coraggio di cui, lo sentiva, avrebbe avuto gran bisogno per attraversare con calma e fermezza il giorno che sorgeva: triste giorno che doveva vedere la sua separazione da Emilia, e il suo addio al signor Graham, il quale minacciava d'essere d'un carattere ancor più penoso.

Parrà strano che occorresse a Gertrude una straordinaria energia morale per sostenersi in quell'emergente. Ma fatto sta che non sono comuni in una fanciulla diciottenne tanto ardire e tanta risolutezza da affrontare la collera d'un uomo anziano, dalla cui liberalità è dipesa lungo tempo, vivendo nella sua casa, dove il suo volere è legge, e spezzare di schianto i legami delle antiche abitudini col proposito d'aprirsi da sè una via nel mondo in opposizione ai desiderî e alle intenzioni di quell'uomo: nè la grata e pacifica Gertrude sarebbe stata capace d'un tal passo, se non l'avesse spinta un urgente motivo. Il signor Graham governava la famiglia con un'autorità dispotica, che l'aveva assuefatta a rispettare ogni suo capriccio, e sebbene egli fosse sempre indulgente, e in generale buono e cortese, nessuno osava provocare ad ira un temperamento che, eccitato, diveniva violentissimo.

Non può quindi far maraviglia che la giovanetta si sentisse mancare il cuore nell'atto in cui, mezz'ora innanzi la colazione, stava davanti all'uscio della sala da pranzo, con la mano sulla gruccia. Indugiò un momento, chiamò di nuovo a raccolta tutte le sue forze per cimentarsi contro il formidabile avversario, poi, risolutamente, aperse ed entrò.

Com'ella s'aspettava, il signor Graham era già lì seduto nella sua poltrona, e sulla tavola presso a lui giaceva il giornale ch'ella soleva leggergli tutte le mattine. Per questo appunto era venuta.

S'avanzò verso il vecchio signore salutandolo col consueto «buon giorno».

Quegli rispose al saluto ostentando un certo sussiego. Gertrude sedette e si sporse per prendere il foglio, ma egli vi posò sopra la mano.

— Volevo leggervi le notizie, signore.