— Allora, sei risoluta di partire? — disse la signora Jeremy.
— Sì. Nulla fuorchè il mio dovere verso la signora Sullivan e suo padre avrebbe mai potuto indurmi a lasciarla. Questo dovere è compiuto, e poichè io posso esserle utile e ch'ella mi desidera, non esito un momento. Vedo assai chiaramente dalla lettera della signora Ellis che Emilia non è felice; io non devo negligere nessuna cosa che mi sia dato fare per consolarla. Pensate quale amica è stata per me!
— Oh, lo so! Io credo che, in fin dei fini, tu godrai il viaggio a dispetto degli spauracchi che il dottore ti rizza contro; nondimeno è un sacrificio da parte tua lasciare la tua bella camera e tutti i tuoi comodi per l'incerto genere di vita che t'offre il viaggiare in così numerosa compagnia. —
Il dottore interruppe:
— Se fa un sacrificio? La grazia! Non ne ho mai visto fare uno maggiore, perchè si tratta non solo di perdere i trecentocinquanta dollari l'anno che si guadagna, e la sua piacevole e tranquilla abitazione di Boston, ma d'abbandonare quell'indipendenza per cui ha tanto lottato e che le premeva a segno di non voler accettare l'ospitalità in casa d'amici se non per un brevissimo soggiorno.
— No, dottor Jeremy! — esclamò la fanciulla con calore. — Nulla ch'io faccia per amore d'Emilia può essere chiamato sacrificio. È una gran gioia per me.
— Per te è sempre una gioia fare il bene, — osservò la signora.
— Oh, non oserei affermarlo! — disse Gertrude. — Spesso anzi i miei desiderî tenderebbero a sviarmi. Ma in questo caso no. Il pensiero che la nostra cara Emilia abbia a dipendere da un'estranea per quei piccoli servigi che soltanto il suo affetto verso chi glieli presta può renderle accettabili, mi torturerebbe. Durante anni abbiamo vissuto l'una per l'altra, goduto e sofferto insieme: devo andare con lei; non posso neanche sognarmi di fare diversamente.
— Vorrei essere persuaso che il vostro sacrificio sarà, almeno fino a un certo punto, apprezzato, — borbottò il dottore. — Ma scommetto che invece Graham s'immaginerà di obbligarvi enormemente riprendendovi seco. Forse vi parla come a una mendicante, in quella lettera: non sarebbe la prima volta in vita sua che si comporta in cotesto modo. Sicuro, niente al mondo avrebbe indotto il povero Filippo Amory a ritornarci. — Poi a voce più alta soggiunse: — Vi fa qualche scusa per la scortesia con cui vi trattò quando lo lasciaste?
— Pare che stimi di non avere alcun torto.