«Mia cara signora Jeremy,
«Certo, sapendo che ieri era il giorno fissato per la nostra partenza, sarete stupita di vedere che siamo sempre qui, e più ancora d'apprendere che il nostro viaggio all'estero è differito a tempo indeterminato.
«Ier l'altro il signor Graham venne còlto dall'antico suo male, la gotta, e l'accesso fu tanto grave, da minacciare seriamente la sua vita. Benchè oggi sia alquanto sollevato e il medico lo dichiari fuori di pericolo, soffre tuttavia molto, e non è, nè sarà per mesi, in grado d'avventurarsi ad attraversare l'oceano. Egli ha un ansioso desiderio d'essere a casa sua, e non appena si troverà abbastanza ristabilito da poter viaggiare, ritorneremo alla villa di D. Includo un biglietto per la signora Ellis, contenente varie indicazioni che Emilia la prega di seguire. Lo mando a voi perchè non sappiamo dove dirigerlo, fidando nella vostra bontà per farglielo pervenire.
«La signora Graham e le sue nipoti che si ripromettevano un grande piacere dal giro in Europa, sono dolenti d'aver dovuto così mutare tutti i loro disegni per l'estate: specie la signorina Clinton, la quale sperava d'incontrarsi a Parigi con suo padre, assente da più d'un anno. Quanto ad Emilia ed a me, non possiamo davvero rimpiangere un viaggio che ci faceva solo paura, e se la causa del differimento non fosse la malattia del signor Graham, confesso che mai sapremmo difenderci da un senso d'egoistica sodisfazione al pensiero di ritornare alla cara vecchia villa, dove noi contiamo d'essere stabiliti entro il corso del mese venturo.
«Dico noi perchè nè Emilia nè suo padre vogliono sentir parlare di separarsi novamente da me.
«Saluti cordiali a voi e all'ottimo mio amico, dottor Jeremy. Abbiatemi sempre per la vostra devota
«Gertrude Flint.»
XXVII.
La vedo.
Fluente in ricci d'or libera scende