— No, ma le stava preparando in fretta; se tardavo un poco, non trovavo più nulla.
— Fortuna che siete arrivata prima! Non so che avrei fatto senza le fragole, perchè mi sarebbe mancato il tempo d'andare a caccia d'altra frutta. Ne avrò appena abbastanza per tutto quello che mi rimane da sbrigare avanti pranzo! La signora Graham non aveva mai tenuto una casa finora, e non sa quanto ce ne vuole per le diverse faccende. Quando ritorna di città pretende di trovar ogni cosa in perfetto ordine, e non domanda nè cura chi abbia spicciato il lavoro. —
In quella s'udì la cuoca chiamare dalla scala di servizio:
— Signora Ellis! Il garzone dell'ortolana ha portato le fragole, ma non sono mondate: dice che non c'era tempo.
— Ohimè! — esclamò la governante, stanca e seccata. — E chi le monderà, vorrei un po' sapere? Caterina non ha un minuto d'avanzo, e io men che meno.
— Le monderò io, — disse Gertrude seguendo la governante che scendeva. — Lasciate fare a me, signora Ellis!
— No, no! — fece la cuoca. — Vi macchiereste le dita, signorina Gertrude; non le toccate.
— E che importa? Le mie mani non hanno mica pelle di guanto: sono lavabili con acqua e sapone. —
La governante accettò con gratitudine l'aiuto della giovanetta, la quale sedette nel salotto da pranzo, e si mise all'opera.
Intanto Bella e Rina facevano tutto il possibile per intrattenere piacevolmente il signor Bruce, che seduto sulla scalinata dell'ingresso, con la testa appoggiata a un pilastro del portico, lanciava ogni tanto un'occhiatina verso l'atrio, e su per la scala, nella dolce speranza di veder riapparire Gertrude. Infine, non contandoci più, stava per accomiatarsi, quando sua sorella Fanny entrò dal cancello, e attraversato di corsa il cortile passò davanti al trio, precipitosamente, con l'intenzione di salire in casa difilato.