— To', Rina, devono essere quelli lì gli uccelli che ci destano tutte le mattine col loro schiamazzo! — esclamò Isabella.

— È probabile, — disse Rina. — Fanny, portateli qui, vi prego. Vorrei vederli. Dio, che piccole creaturine! Guardate, signor Bruce.... Bellini, carini!

— Posa la gabbia là, sulla soglia, perchè possiamo vederli meglio, — disse il giovane.

— Temo che li spaventiate, — rispose Fanny. — La signorina Flint non vuole che si spaventino.

— Sta' tranquilla, — replicò egli — tratteremo gli uccellini della signorina Flint coi più benevoli riguardi. Di dove li ha avuti? Lo sai?

— Vengono dalle Indie orientali. Glieli mandò il signor Sullivan.

— Chi è cotesto signore?

— Un suo grande amico. Ella riceve spesso lettere da lui.

— Quale signor Sullivan? — domandò Isabella. — Conoscete il suo nome di battesimo?

— Credo sia Guglielmo, — disse Fanny. — La signorina Emilia chiama sempre questi uccelli i Guglielmini.