— Bella! — esclamò Rina. — Gli è il tuo Guglielmo Sullivan!

— Che uomo fortunato! — fece Ben con accento sarcastico. — Proprietà d'una bellissima signorina, e grande amico di un'altra!

— Non so che tu voglia intendere, — disse agramente Isabella alla cuginetta. — Il signor Sullivan è un giovane socio di mio padre, ma sono anni ch'io non lo vedo.

— Fuorchè ne' tuoi sogni, Bella, — insistette l'altra. — Tu dimentichi.... —

La signorina Clinton pareva ora adirata sul serio.

— Sognate il signor Sullivan, voi? — escì a dire Fanny piantandole gli occhi in faccia. — Voglio andar a domandare alla signorina Flint se accade anche a lei.

— Brava, — disse Rina — vengo anch'io. —

Attraversarono l'atrio correndo, apersero l'uscio della sala da pranzo, e fecero l'interrogazione ad una voce.

Còlta così di sorpresa, Gertrude non arrossì nè si confuse; rispose tranquillamente:

— Sì, qualche volta. Ma che ne sapete voi due del signor Sullivan? Perchè mi fate cotesta domanda?