— Flint.... Ah, una graziosa persona, assai fine! Con che gusto originale s'acconcia i capelli!

— Sì, quella pettinatura dona molto al suo tipo, — osservò la giovanetta che aveva interrogato per la prima la nipote della signora Graham. — Non vi sembra?

— Non saprei, — rispose il tenente. — Ma qualche cosa le dona certo, perchè ha un aspetto piacentissimo. Bruce, — egli soggiunse rivolgendosi a Ben che ritornava dopo aver compiuto il suo straordinario sforzo di gentilezza — chi è cotesta signorina Flint? Sono stato qui altre volte, ma non l'avevo mai veduta.

— Non ve ne maravigliate. Si mostra di rado, — disse quegli. — Carina, eh?

— Ha una bella figura, ma non mi sono ancora fatto una chiara idea di lei. Prima di tutto, chi è?

— Una specie di figlia adottiva del signor Graham, credo.... una protetta della signorina Emilia.

— Ah, poverina! Un'orfana?

— Sì, m'immagino, — mormorò Ben mordendosi le labbra.

— Peccato! Poverina! — riprese l'altro. — Ma avete ragione, Ben, è carina assai, segnatamente quando sorride; v'è un non so che d'attrattivo nel suo viso. —

V'era senza dubbio per Ben Bruce, perchè pochi minuti dopo Rina s'avvide ch'egli non era più nel salotto, e lo scoperse affacciato dal portico alla finestra nel cui vano sedevano il dottore, Gertrude e Fanny, discorrendo con loro. La conversazione era animatissima: pareva ci fosse una battaglia di frizzi fra gl'interlocutori; il vecchio medico rideva forte, e le due ragazze spesso gli facevano eco. Rina sopportò finchè potè, poi con atto risoluto attraversò a rapidi passi la sala, e s'unì al loro gruppo, curiosa di conoscere la causa di tanta ilarità.