L'ardore e la perseveranza del giovane nel manifestarle la sua ammirazione avevano già cominciato ad importunarla quando, sul principio dell'autunno, ella aveva lasciato la casa del signor Graham; s'era perciò rallegrata udendo, poco appresso, che egli accompagnava sua madre a Washington, e sarebbe stato assente parecchi mesi.

Ben, invece, si staccò a malincuore da Gertrude; tuttavia, in mezzo alla spensierata gaiezza delle città meridionali, trovò modo d'ingannare il tempo abbastanza piacevolmente. Si ricordò di lei incontrandosi alla Nuova Orléans coi Graham e la loro compagnia: anzi, bisogna dire ad onore del suo criterio, che più la comparava con le vane figlie della moda, e più alto ella saliva nella sua stima.

Glielo aveva detto senza esitare, rivedendola per la prima volta, la mattina che con grande maraviglia delle due cugine era venuto ad accompagnarla fino a casa: e da allora la crescente passione delle sue parole e delle sue maniere, in cui appariva una sincerità che vi mancava per l'innanzi, impensieriva la fanciulla. Ella risolse pertanto quella sera d'evitare il signor Bruce in ogni possibile occasione; ma dovette bentosto persuadersi che non era facile.

Il giorno seguente il signor Graham ritornò di città verso mezzogiorno e andò a sedere nell'atrio dove stavano, al solito, le due signorine; poi, spiegato il suo giornale, lo porse a Rina chiedendole di leggergli le notizie.

— Che debbo leggere? — domandò ella prendendo il foglio, piuttosto di mala voglia.

— L'articolo di fondo, prego. —

Rina voltò e rivoltò le pagine del giornale, le scorse in fretta con l'occhio, e dichiarò che non sapeva quale articolo fosse quello. Il signor Graham la guardò attonito, e le additò in silenzio la colonna desiderata. La ragazza incominciò, ma aveva appena letto alcune righe ch'egli l'interruppe dicendo con impazienza:

— Meno furia! Non arrivo ad afferrare una parola! —

Ella cadde nell'eccesso opposto, strascicando le sillabe, così intollerabilmente da farsi interrompere di nuovo dal suo uditore, il quale le ordinò di dare il foglio a Isabella.

Questa lo prese dalle mani dell'imbronciata Rina, e finì di leggere l'articolo, non però senza essere due o tre volte ammonita a pronunziare in modo più intelligibile.