Le tre pagine coperte di fitti caratteri erano quasi tutte dedicate a Gertrude. Con fervide parole egli le manifestava la sua gratitudine per l'attiva bontà e l'amore con cui ella aveva rallegrato e confortato gli ultimi giorni de' suoi cari, e pregava il Signore di benedirla, e ricompensarla della abnegazione e della sua costanza. Chiudeva dicendo:

«Tu sei tutto quanto mi resta al mondo; le mie speranze, le mie fatiche, le mie orazioni, sono per te sola. Se prima t'amavo, Gertrude, ora mi sento avvinto a te da un vincolo più forte d'ogni legame terreno. Mi conceda il Cielo di potere un giorno rivederti!»

Per più di un'ora, dopo finito di leggere, ella rimase assorta nelle sue meditazioni. Ritornava col pensiero alla casa dello zio True divenuta la sua, ai giorni in cui Guglielmo e lei passavano insieme, da buoni compagni, tante ore felici e non si sognavano nemmeno la lunga separazione che doveva seguire così presto; riandava nella memoria gli eventi successivi che l'avevano recata alle sue condizioni odierne. Le voci dei visitatori che s'accomiatavano la scossero dalla sua fantasticheria.

La signora Bruce ed i suoi figliuoli si trattennero ancora finchè furono partite le carrozze con gli ospiti venuti dalla città, e nell'atto che, fermi sotto la finestra di Gertrude, salutavano la signora Graham, questa disse:

— Rammentatevi, signor Bruce, noi pranziamo alle due. Verrete anche voi, spero, signorina Fanny. Conto poi su tutt'e due per la nostra gita. —

Dunque, Ben Bruce, uno dei prossimi giorni pranzerebbe in casa Graham; Gertrude udì, e i suoi pensieri, abbandonando il passato, si concentrarono nel presente.

Le attenzioni del giovane per lei erano state osservate quella sera; ed ancor più l'ammirazione che egli aveva trovato modo di manifestarle coi complimenti sussurrati al suo orecchio. Nè questa nè quelle erano cercate o desiderate dalla fanciulla, che, d'alta mente e aliena d'ogni civetteria quale era, non se ne sentiva affatto lusingata; anzi l'offendeva nel suo rispetto di sè stessa l'aria presuntuosa e sicura con cui le faceva la corte. Giovanetto diciassettenne, lo aveva giudicato indolente e ineducato. Il suo senso di giustizia tuttavia l'avrebbe fatta recedere da questo giudizio se quando la loro conoscenza s'era rinnovata, dopo alcuni anni, egli avesse mostrato un mutamento vantaggioso nel carattere e nelle maniere. Ma così non era, nè l'esteriore politezza data dall'uso del mondo e dalla studiata eleganza poteva abbagliare il discernimento di Gertrude: ella aveva quindi presto avvertito che gli antichi difetti permanevano, rafforzati, anzi, e posti in rilievo da una mal celata vanità. Adolescente, egli aveva fissato la fanciulla con insistenza, per sfrontatezza, e chiesto il suo nome per curiosità oziosa: giovane bellimbusto, voleva amoreggiare con lei perchè il tempo gli pesava e non sapeva che fare di meglio.

Ma con somma sua maraviglia Ben Bruce aveva trovato che la «campagnuola», com'egli soleva chiamarla avendola sempre veduta in campagna, era totalmente insensibile alle sue lusinghe, alla sua preferenza ambita da più d'una bellezza cittadina. Ella pareva non curarsi dell'ammirazione che le tributava, e s'egli ricorreva ai motti pungenti aveva la peggio. Se la cercava, come soleva quando ella coltivava il suo giardino, non giungeva a distrarla dal suo lavoro nè a trattenerla dopo finito; se l'incontrava per via e s'accompagnava a lei lasciandole scorgere nella sua fatuità che presumeva di farle un grande onore, ella opponeva alle stucchevoli adulazioni un contegno fermamente dignitoso; quando poi egli arrischiava qualche complimento più diretto, lo pigliava nel senso d'uno scherzo e ribatteva con tanta giocosità e tanta arguzia, da suscitare nell'opaco spirito del povero Ben il dubbio d'essersi reso ridicolo. E ciò non perchè Gertrude si compiacesse nel ferire i sentimenti d'un uomo disposto ad amarla, ma perchè comprendeva ch'egli non era sincero, e il suo nobile orgoglio non tollerava di venir preso a giuoco.

Era una cosa nuova per Ben Bruce il vedere una signorina indifferente a' suoi meriti; e la sua ambizione ne fu stimolata al punto, ch'egli si propose di guadagnarsi ad ogni costo le grazie della fanciulla. Non trascurava dunque nessuna occasione di trovarsi con lei.

Ma mentre si sforzava di conquistarla, rimase còlto egli stesso nel proprio laccio; poichè pur non riuscendo a destare simpatia in Gertrude, non poteva essere insensibile anche lui a' suoi pregi. Perfino la comparativamente ottusa intelligenza di Ben arrivava a riconoscere la grande superiorità di quella giovanetta sulla maggior parte delle sue coetanee, a sentire nella sua vivace originalità, in contrasto con l'insipida vita mondana, un incanto che finì col vincerlo.