Bella rimase confusa e adontata; Rina e Bruce ridevano apertamente, Osborne rideva sotto i baffi. Ma pochi minuti dopo videro venire dal bosco Gertrude, a passi affrettati, col famoso cappello in mano. Fanny la seguiva, e approfittando della posizione d'Isabella che le volgeva il dorso, rifaceva la sua pantomima d'accuse e di minacce.

— Signorina Clinton, — disse Gertrude posando il cappello sulle ginocchia di questa — temo che Fanny sia stata assai scortese in mio nome. Io non l'avevo mandata a prender nulla.... Sarò lieta se gradirete di portarlo quando vi può servire.

— Non ne ho bisogno, — ella rispose con accento sprezzante. — Neanche m'immaginavo che appartenesse a voi.

— Lo so bene, — riprese l'altra — ma spero che vorrete consentire a rimettervelo almeno oggi. —

Senza più insistere su ciò, diede il consiglio di proseguire speditamente verso il colle, perchè non sarebbe stato, se no, possibile di toccare la vetta innanzi il tramonto; e corroborandoli con l'esempio s'incamminò. Tutti le tennero dietro: Fanny strappando le grottesche guarnizioni del vituperato cappello bianco, Isabella annodandosi sotto il mento un fazzoletto ricamato, e Ben Bruce dondolando il negletto cappello di paglia che aveva appeso al braccio per i nastri.

Eccettuata Isabella che non smise il broncio, la comitiva godette molto la gita sul colle. Era già quasi buio quando ripassarono davanti alla fattoria. Lì Gertrude s'accomiatò perchè aveva promesso alla signora Thornton di fermarsi per visitare uno de' suoi figliuoli che frequentava la classe da lei tenuta nella scuola domenicale, ed era malato di febbre. Fanny avrebbe voluto restare in sua compagnia, ma ella non lo permise pensando che la signora Bruce non sarebbe forse stata contenta se la ragazzina fosse entrata in quella casa dove c'erano parecchi malati.

Circa un'ora più tardi, la giovanetta che se ne ritornava sola, e un po' ansiosa d'essere arrivata, fu raggiunta nei pressi della villa Graham dal signor Bruce il quale col cappello di paglia sempre dondolante dal suo braccio sembrava essersi appostato per aspettarla. Ella dette un sobbalzo perchè nell'oscurità della notte già scesa non lo aveva riconosciuto e credeva che fosse un estraneo.

— Signorina Gertrude, — egli disse — non v'ho spaventata, spero.

— Oh, no! — fece ella, rassicurata dal suono della sua voce. — Non sapevo che foste voi. —

Ben le offerse il braccio, ed ella lo prese. La corte assidua fatta quel giorno dal giovane a Rina aveva servito a diminuire i suoi timori che le dimostrazioni d'amore prodigate a lei fossero serie, e concludendo ch'egli semplicemente si dilettava di galanteria, accettò di lasciarsi scortare fino a casa.