Fanny la sorprese in quell'atto, e si fermò un momento, nascosta, ad ascoltarla, fremendo d'indignazione; poi venne avanti d'un balzo come se arrivasse difilato dal bosco. Rina l'afferrò per un lembo della veste esclamando:

— Ah, siete qui Fanny! E dov'è Gertrude?

— Nella pineta; e ci ritorno anch'io. Mi ha mandata soltanto a prendere il suo cappello, perchè c'è molto sole laggiù.

— Ah, sì, — fece Isabella — il suo cappellino di Parigi! Prego di presentarglielo coi nostri complimenti. —

E le porse il copricapo da lei reso veramente ridicolo.

— No, — ribattè la fanciulla — cotesto non è il suo, è quello della signorina Emilia. Il suo è questo qui. —

Così dicendo pose la mano sul cappello di paglia che rendeva Bella tanto seducente, come le avevano anche poc'anzi ripetuto i due giovanotti, e, senza cerimonie, glielo strappò dalla testa.

Gli occhi della signorina Clinton fiammeggiarono di collera.

— Che volete dire? — ella gridò. — Piccola petulante! Datemi quel cappello, e subito!

— No, che non ve lo do! È di Gertrude. Lo cercava, dopo pranzo, ma ha finito col concludere che doveva essere perduto o che qualcuno l'aveva rubato, e s'è fatta prestare il cappello da giardino della signorina Graham; sarà contenta però di ricuperarlo. Vo a portarglielo.... Del resto, — soggiunse voltandosi a guardarla di sopra la spalla, mentre correva via — sono sicura che alla signorina Graham non dispiacerà che vi mettiate il suo, purchè abbiate cura di non sciuparlo! —