— Nessuno. Sceglie da sè.... Ma essa ha molto buon gusto, e io, invece, punto.... Ditemi dunque voi, Gertrude, come mi vesto?

— Io dubito d'essere in grado di rispondervi: non sono mai stata ad un ricevimento in vita mia.

— Oh, non importa! Sono sicura che se ci andaste, fareste miglior figura di qualunque tra noi, e m'affido senza temer di sbagliare al vostro parere perchè non v'ho mai veduta portar nulla che non avesse un'aria di signorilità: perfino la vostra veste di ghingano, da mattina, non manca di stile.

— Adagio, adagio, Rina cara, andate troppo oltre; non dovete eccedere se volete ch'io vi creda.

— Ebbene, senza parlare di voi.... (voi siete superiore ai complimenti lusinghieri, lo so.... qualcuno me l'ha detto....) chi fornisce la guardaroba della signorina Emilia? Chi sceglie i suoi vestiti?

— Io, adesso. Ma....

— Me l'immaginavo, me l'immaginavo! Sapevo che la povera signorina Graham lo deve a voi se è sempre così elegante e bella.

— No, v'ingannate; io non ho mai veduto Emilia meglio vestita che il giorno del nostro primo incontro; e la sua bellezza non deriva dall'arte: è naturale in lei.

— Oh, certo ella è avvenentissima, e tutti l'ammirano; ma non pare verosimile che si dia pena di mettersi così belle cose e portarle con tanta grazia, per sua propria sodisfazione.

— Non lo fa soltanto per sè medesima: è soprattutto per compiacere suo padre che ha cura di vestire lindamente e con gusto. A quanto ho udito, quand'ebbe la disgrazia di perdere la vista si abbandonò da prima a una grande noncuranza del suo esteriore, ma avendo scoperto che con ciò accresceva l'afflizione del signor Graham, si fece animo, aiutata dalla signora Ellis; da allora lo ha sempre contentato in questo particolare. Avrete però notato, Rina, che non porta mai nulla di ricco e di vistoso.