— Corbezzoli, fa mai una figurona spanta la signorina! — esclamò egli sollevandola tra le braccia e portandola più presso al lume. — Tutta vestita di nuovo: abito, grembiule, scarpe! E chi t'ha pettinata? In verità, non dico che tu sia una bellezza, no, ma per carina sei carina!
— La signora Sullivan m'ha vestita da capo a piedi, e m'ha spazzolato i capelli.... Ma ha fatto anche più.... o non vedete che altro ha fatto? —
True seguì gli occhi di Gertrude, in giro per la camera. Lo stupore che il buon uomo andava manifestando era tale da corrispondere all'aspettazione della bimba quantunque grandissima: e si capiva. Uscito la mattina, trovava la sera la sua casa trasformata. Evidentemente mani di donna ci avevano lavorato, facendovi pulizia e mettendo ogni cosa in ordine.
Prima che Gertrude venisse ad abitare con lui egli s'era dispensato da qualsiasi ingerenza femminile nelle sue faccende domestiche. Viveva solo, visite non ne riceveva quasi punte; sicchè gli bastava fare il proprio comodo senza riguardo alle apparenze. Nel suo modesto quartierino la granata veniva adoperata di rado, l'acqua mai. Le due ampie finestre guardanti la corte erano trattate con grande ingiustizia, avendo i cristalli così appannati dalla polvere e dal fumo, che la gaia luce a cui davano adito nella stanza n'era mezzo offuscata. Festoni di ragnatele pendevano agli angoli del soffitto; intorno all'alta e vasta cappa del camino s'accumulava un curioso miscuglio d'oggetti utili e inutili; un visibilio di ciarpame stava raccolto sotto la stufa. I mobili, alcuni dei quali assai buoni, erano collocati a casaccio, in modo da ingombrare lo spazio invece di trarne partito. Durante la malattia della bambina poi, un letto preparato sul pavimento per uso di True, e tutte le diverse cose, necessarie all'assistenza della malata, avevano accresciuto la confusione a segno tale, che quasi ci sarebbe voluto un pilota per condurre i visitatori a salvamento attraverso la camera.
Ora, la signora Sullivan era la nettezza in persona. La sua casa poteva gareggiare con una casa olandese. I suoi vestiti, di un'estrema semplicità ma esenti da ogni più lieve frittella, da ogni più piccola macchia, la facevano sembrare una quacchera; in quelli, anche da lavoro, del suo vecchio padre e del suo figliuolo giovanetto si scorgeva alla prima occhiata la cura d'una figlia, d'una madre, attenta e diligente. A fine d'assistere Gertrude ell'aveva per la prima volta posto piede in una stanza che era a quel punto il contrario della sua: e non sarebbe agevole comprendere quanto meritoria fosse la sua opera di carità, senza considerare che il contrasto era per lei sommamente penoso, e che ella ci pativa a passare qualche volta l'intero pomeriggio in una casa dove, come soleva poi dire quando rientrava nella sua, avrebbe con piacere fatto un po' di pulizia e messo un po' d'ordine solo per vedere che figura farebbe e se qualcuno saprebbe riconoscerla. Ell'era un minuzzolo di donna mingherlina, piccolina, ma aveva più capacità ed energia che non si sarebbe potuto trovarne in una qualsiasi tra venti altre grandi e grosse il doppio di lei. Ella sentiva una sincera compassione della gente che vive in un caos domestico; era sicura che non può esser gente felice. E però non appena Gertrude fu ristabilita risolse in cuor suo d'adoperarsi con tutte le sue forze per la causa dell'ordine e della nettezza che a' suoi occhi era la causa della virtù e della felicità, perchè ella immedesimava la purità e la lindura con la pace dell'anima. Se non che, sensibilissima com'era su questo punto, s'immaginava che True dovesse provare qualche cosa di simile, ed essendo la piccola donnina altrettanto tenera di cuore quanto linda e accurata, non avrebbe voluto per nulla al mondo mortificarlo; perciò andava studiando come entrargli in materia e persuaderlo a una riforma del suo metodo di tenere la casa, quando Gertrude stessa le suggerì il modo d'attuare il suo disegno.
Il giorno innanzi quello del gran ripulimento, la signora Sullivan vide nel corridoio la bambina che stava timidamente presso l'uscio del suo quartierino guardando dentro con viva curiosità.
— Vieni, vieni Gertrude, — disse la donnina benevola — fammi una visita! — E notando ch'ella si peritava d'intrudersi così in casa d'altri, la incoraggiò: — Mettiti a sedere qui accanto alla tavola e guarda che cosa stiro. Gli è proprio il tuo vestitino! Stirato questo, i tuoi panni sono bell'e pronti. Sei contenta di rivestirti un po', non è vero?
— Oh, tanto contenta, signora! — rispose Gertrude. — Potrò portarmeli via, e tenerli tutti da me?
— Sicuro.
— Non so veramente dove riporli.... non c'è posto nella nostra camera.... almeno non un posticino a modo.... — E così dicendo la bambina gettava un'occhiata ammirativa alla cassetta aperta del cassettone dove la signora Sullivan riponeva il vestitino che aveva finito di stirare, sopra una pila d'altri indumenti accuratamente piegati.