— Proseguite, felice fanciulla! Insegnatemi, se potete, a vedere il mondo nel roseo colore di cui si riveste per voi, insegnatemi ad amare e compatire, come voi, la miserabile creatura chiamata uomo. Vi assumerete, ve ne avverto, una difficile missione, ma siete così piena di fede e di speranza!
— Odiate dunque il mondo? — ella domandò, con franchezza e semplicità.
— Quasi, — fu la risposta.
— Anch'io, un tempo, — ella disse, pensosa.
— E forse l'odierete ancora.
— No, è impossibile: a me, orfana, prodigò cure materne, ed io l'amo teneramente.
— V'è stato benigno, davvero? — egli chiese vivamente. — Estranei senza cuore hanno meritato l'affetto che, sembra, sentite per loro?
— Estranei senza cuore! — ella esclamò con gli occhi pieni di lacrime. — Oh, signor Phillips, vorrei che aveste conosciuto il mio buon zio True, che conosceste la mia cara Emilia, cieca! Basterebbero essi a darvi una miglior opinione del mondo!
— Parlatemi di loro, ve ne prego, — egli disse con voce sommessa e malferma, figgendo lo sguardo nel precipizio che s'apriva ai suoi piedi.
— Non c'è molto da dire: l'uno era vecchio e povero, l'altra è affatto priva della vista, eppure hanno reso il mondo splendido e bello per me misera bimba, maltrattata, desolata....