— Ma se non hanno più speranze, se la preghiera non può più nulla in loro pro? —
Ella affermò risolutamente:
— Nessuno è in tal caso.
— Vedete, — disse il signor Phillips — questa fitta cortina di nubi che proietta ora la sua ombra sulla terra? Vi sono cuori su cui grava un'opprimente e impenetrabile oscurità.
— Ma in alto, sopra le nubi, rifulge il sole.
— In alto! Sia pure; però che giova a chi non lo vede?
— Il sentiero che conduce in vetta alla montagna è spesso aspro e faticoso, ma il pellegrino è compensato d'ogni pena quando giunge al di sopra delle nubi, — rispose la giovane con entusiasmo.
— Sono pochi quelli che trovano la via per salire a tanta altezza! — replicò il malinconico suo compagno. — E anche tra essi non tutti possono respirare a lungo quella sublime atmosfera. Parecchi devono ridiscendere al piano, mescolarsi di nuovo al gregge volgare, ricominciar la lotta coi vili, i maligni, i crudeli; nubi più gravi che mai s'addensano sul loro capo, e si trovano sepolti in un'oscurità più nera.
— Ma hanno veduto la gloria della luce, sanno che risplende sempre lassù, e debbono essere sostenuti dalla fede ch'essa un giorno vincerà le tenebre. Guardate, guardate! — esclamò con fervore, brillando negli occhi. — Le nuvole si squarciano, presto il sole rischiarerà la terra. —
Indicava così parlando le ampie fessure che apparivano tra i cumuli di vapori fino allora compatti. Si volse poi al signor Phillips per accertarsi se osservasse il mutamento; ma col medesimo sorriso sul suo volto impassibile, egli contemplava lo spettacolo che la natura gli offriva non già lontano nel cielo, ma al suo fianco, nell'aspetto della giovane e ardente adoratrice del vero e del bello. E studiando quei lineamenti, scrutandone la viva espressione, egli pareva così profondamente assorto nei suoi pensieri, ch'ella lo credette caduto in uno dei suoi accessi di fantasticheria e cessò di discorrere, in modo piuttosto reciso; ma nel momento che distoglieva lo sguardo da lui, egli disse: