— Non vi ricusate; io sono un uomo già vecchio, e affatto innocuo. Via, sedetevi sotto quell'albero e ditemi se vi piace la veduta che si gode di qui. —

Ella sorrise pensando ch'egli si chiamava vecchio, e chiamava lei bambina; ma vecchio o giovane, non trovava nessuna ragione di temerlo, nè di negargli quel colloquio. Sedette, dunque, ed egli si pose accanto a lei, ma non parlò della veduta; rimasto un poco in silenzio, le domandò senza preamboli:

— Voi non siete mai stata infelice, non è vero?

— Mai stata infelice! — ella esclamò. — Oh, spesso, invece!

— Non a lungo, però?

— Sì, posso ricordare anni interi durante i quali non sognavo nemmeno che la felicità esistesse.

— Ma il conforto venne, alfine. Che pensate di coloro per cui non viene mai?

— Ho conosciuto troppo il dolore perch'io non desideri di consolarli.

— E che potete fare per essi?

Sperare e pregare! — ella rispose con un tono vibrante di sentimento.