— È la figliuola della signora McCarty che abita nella casa qui accanto. Il signor Flint rende loro vari servigi, come segar le legna e altri. Loro gli lavano la biancheria, ma non sono certo in grado di ripagarlo di tutto il bene che egli fece a quella famiglia. Caterina è una ragazza assai capace, e attiva. Verrà con molto piacere a lavorare per lui, quando che sia. Glielo chiederò.

— Verrà domani?

— Forse sì.

— Domani lo zio True starà fuori tutta la giornata. Va a portare il carbone dal signor Eustachio. Non vi pare che sarebbe il momento buono?

— A maraviglia! Procurerò che Caterina venga domani. —

Caterina venne. La stanza fu ripulita in ogni sua parte, vi fu messo ogni cosa in perfetto ordine. Gertrude ricevette in consegna i suoi vestiti nuovi. Una muta ne indossò, l'altra fu riposta in un armadino trovato nella dispensa che pareva proprio fatto per il suo piccolo corredo.

Quando Trueman ritornò dal lavoro rimase attonito dinanzi al risultato ottenuto col triplice concorso della Signora Sullivan, di Caterina e di Gertrude, per la quale il vivo piacere manifestato dal buon uomo rese memorabile quel giorno: un giorno ch'ella doveva ricordare per tutta la vita come il primo in cui aveva gustato la suprema forse tra le felicità terrene, quella d'essere datori di gioia ad altrui. Non già che la bambina avesse prestato un valido aiuto: le due vicine avrebbero sbrigato la faccenda altrettanto bene, e anzi meglio, s'ella fosse andata dove la mandava sempre Annetta Grant.... fuori dei piedi. Ma lei questo non lo vedeva; era una delle collaboratrici; aveva partecipato al lavoro con tutto il cuore, con tutta l'anima; dovunque le era stato permesso di metter mano s'era adoperata con tutte le sue forze. Poteva dire a buon dritto: «Lo abbiamo fatto noi: la signora Sullivan, Caterina ed io

Una donna che non fosse stata di cuor gentile ed affettuoso come la signora Sullivan non avrebbe compreso nè considerato con simpatia il sentimento che rendeva Gertrude così bramosa d'aiutarla. Ma ella sì: perciò le aveva assegnato parecchi piccoli servizi, e la bimba s'era applicata a disimpegnarsene, con un giubilo che nessun favore, nessun dono largitole avrebbe potuto farle provare.

Ella condusse True in giro per la camera, mostrandogli come la brava signora avesse giudiziosamente e ingegnosamente approfittato dello spazio nella disposizione dei mobili. Il letto, posto entro una nicchia del muro abbastanza larga e fonda da contenerlo, lasciava libera l'intera area quadrata della quale, dichiarò egli, era stato fatto un vero salotto. Stentava a credere che metà delle sue masserizie non fosse svanita in aria, così incomprensibile era per lui che si potesse avvantaggiarsi di tanto posto e tante comodità con un po' di sistema e d'ordine.

Ma il suo stupore e il gaudio di Gertrude salirono all'apice quando ella lo fece entrare nell'antico stanzino del ciarpame trasformato in una buona e bella cameretta.