— Affemmia! Affemmia!... —
Il vecchio True non trovava altre parole. Andò a sedere accanto alla stufa, lustra che pareva nuova come quella della signora Sullivan, affermava Gertrude, si stropicciò le mani, ghiacce dall'essere state lungamente esposte al gelo di quella sera invernale, le tese verso il fuoco, e abbracciò in un solo sguardo la sua casa rinnovellata e la sua piccola massaia, la quale, seguendo le accurate indicazioni datele dall'amorevole vicina, si preparava ad apparecchiare la tavola e arrostire il pane per la cena. Ritta sopra una seggiola prendeva le tazze e i piattini di fra le file regolari dei piatti rilucenti nella credenza a tre angoli, dopo aver deposto sul palchetto inferiore, a cui poteva arrivare dal suolo, il vassoio contenente le fette di pane fini e lisce che la signora Sullivan aveva avuto la previdenza di tagliare per lei.
Egli seguì con gli occhi le sue mosse, per due o tre minuti, poi s'abbandonò a un breve soliloquio:
— La signora Sullivan è una gran brava donna, quest'è certo, e la mia casa è adesso una vera casa, e Gertrude va diventando la pupilla de' miei occhi, e io sono felice come.... —
VI.
Sogna talun che quando la tempesta
Della passione irrompa, egli a sua voglia
Sedarla possa, e dir: Pace! T'acqueta!
Cowper.
Ma a questo punto Trueman fu interrotto. D'improvviso qualcuno, annunziato da un suono di passi rapidi e rumorosi, aveva aperto l'uscio, senza cerimonie.