— Zitto, zitto! Non vi fate sentire! Noi profittiamo d'un felicissimo equivoco del nostro ottimo albergatore. Queste camere erano fissate per qualcuno, senza dubbio, ma non per noi. Poh, in fin dei conti, il peggio che ci può toccare è d'esser messi fuori quando arriveranno gli «aventi diritto», e intanto godiamoci il buon alloggio che ci favoriscono. —
Ma gli «aventi diritto», se non erano i Jeremy, non vennero, e in capo a una settimana il dottore cessò di temere lo sfratto, ed ebbe perfino il coraggio di chiedere e la fortuna d'ottenere una camera più conveniente per Emilia, al primo piano, e comunicante con la sala, risparmiandole così la molestia di scendere e salire le scale dove c'era quasi sempre un grande andirivieni.
La sera del loro arrivo, verso l'ora del tè, la signorina Graham e Gertrude, che avevano appunto finito di vestirsi, udirono picchiare leggermente all'uscio. Gertrude aperse e vide Elena Gryseworth, la quale, pur salutandola con calore meridionale, rimase sulla soglia, esitando.
— Temo di parervi indiscreta, — ella disse — ma ho saputo da mia sorella che siete arrivate, e dianzi, per caso, dalla cameriera, che occupate questa camera attigua alla mia; sicchè non ho potuto resistere al desiderio di fermarmi un momento, passando, per dirvi quanto sono lieta di rivedervi. —
Tutt'e due l'accolsero con vivo piacere, la ringraziarono d'avere tralasciato le cerimonie, e insistettero perchè entrasse e rimanesse con loro finchè il gong annunziasse il tè. Elena gradì l'invito, sedette sopra un baule, e s'informò della salute d'Emilia e del loro viaggio da quando s'erano lasciate a West Point.
Tra le altre avventure, Gertrude raccontò il loro nuovo incontro col signor Phillips.
— Ha proprio il dono dell'ubiquità quell'uomo! — fece la signorina Gryseworth. — Era a Saratoga due giorni or sono, in quest'albergo: sedeva di faccia a me, a tavola; ma poi non lo vidi più. Faceste la sua conoscenza, signorina Graham?
— No, con mio rincrescimento, — rispose Emilia. E, sorridendo, soggiunse: — Gertrude era tanto ansiosa di presentarmelo, che mi dolse di vederla delusa.
— Vi è dunque piaciuto? — domandò Elena a quest'ultima, con tono grave. — Ne ero sicura.
— Sì, esercita su me una grande attrazione. È molto amabile, molto originale, e tanto incomprensibile!