— Mi sembrate un po' nervosa.... Dovreste chiedere al dottor Jeremy un calmante.

— Il dottore? È tornato indietro per cercare la sua mazza, credo. —

Egli comprese che lo spirito della fanciulla era sconvolto, perchè ne conosceva la vivacità e l'acume essendosi in quei giorni la loro amicizia fatta più intrinseca. S'astenne dunque da altri tentativi di conversazione, e non apersero più bocca finchè, giunti all'albergo, nell'accomiatarsi, egli, tenendole un momento la mano stretta nella sua, disse con accento commosso:

— Potrei forse fare qualche cosa per voi? Potrei aiutarvi? —

Gertrude lo guardò, e vide al suo aspetto ch'egli l'intendeva, che capiva com'ella fosse non già nervosa ma infelice. I suoi occhi lucenti di nuove lacrime lo ringraziarono.

— No.... no.... — rispose ansante. — Ma siete buono, molto buono. —

E rapidamente entrò nell'atrio. Per più d'un minuto il signor Phillips restò fermo dov'ella lo aveva lasciato, fissando la porta quasi volesse vedere la fanciulla arrivata a salvamento.

Il primo pensiero di Gertrude fu di nascondere quanto meglio potesse a tutti i suoi amici, e specie alla signorina Graham, il grave dolore che l'opprimeva. Certo avrebbe trovato in Emilia simpatia e conforto; ma per grandi che fossero il suo amore e il suo rispetto verso la sua benefattrice, ella rifuggiva con gelosa delicatezza da ogni confidenza atta ad abbassare Guglielmo Sullivan nella stima d'una persona dinanzi alla quale desiderava ardentemente mostrarlo degno dell'alto concetto che di lui le avevano dato le sue lodi.

Emilia quasi non conosceva fino allora il giovane se non da ciò che gliene diceva Gertrude, e però un sentimento misto di tenerezza per l'amico d'infanzia, e d'amor proprio, vietava a questa di palesarle ch'egli, ritornato in patria dopo tanti anni d'assenza, l'aveva riveduta per la prima volta in un pubblico passeggio di Saratoga, e le era passato accanto senza curarsi di lei.

Naturalmente le s'era affacciata l'idea che Guglielmo poteva averla cercata a Boston e, appreso ch'ella si trovava a Saratoga, esserci venuto appunto col fine di vederla: nè, riflettendo a mente calma, questa ipotesi pareva contraddetta dal fatto che, incontratala per caso, una fugace occhiata non bastasse perchè egli la riconoscesse subito, mutata com'era nel volto e nella persona. Ma quel raggio di speranza svanì quand'ella si rammentò d'una lettera ricevuta il giorno innanzi da parte della signora Ellis, la quale custodiva ora la casa dei Jeremy. Come ammettere che scrivendole avesse omesso di menzionarle una visita per lei tanto importante? Pure, una possibilità rimaneva: cioè che la data della concisa epistola fosse anteriore all'arrivo di Guglielmo, o che questi, sbarcato appena, non fosse ancor giunto a scoprire la sua temporanea dimora. Nonostante i dubbi cui dava adito la poca premura ch'egli mostrava di rintracciarla, passeggiando invece con Isabella, Gertrude s'aggrappava appassionatamente a quest'altra fragile speranza; e confidandosi ch'entro la giornata egli si sarebbe presentato all'albergo, si propose di concentrare tutte le sue energie nello sforzo di mantenersi calma e composta. Conveniva aspettare d'acquistar una certezza.