«Certo per nostra madre la durezza del marito verso il figliuolo di lei doveva essere una causa di grande infelicità. Ricordo bene con quale ansia si sforzava di nascondere i suoi falli, le sue imprudenze, e come spesso m'insegnasse ella stessa ciò che avevo da dire a fine di propiziare il mio babbo, che per amor mio molte volte perdonava al ragazzo il cui carattere ardimentoso e indipendente lo metteva non di rado in conflitto con un uomo severo oltremodo contro chi sia incorso nella sua collera.... E tu hai avuto occasione di giudicarne.
«Durante la sua vedovanza la mia matrigna era stata poverissima, e suo figlio, non avendo ereditato nulla dal proprio padre, si trovava alla mercè della generosità del mio. Questa era una pungentissima mortificazione per lui, e metteva a fiera prova il suo orgoglio già potente; spesso io lo vidi irritato e inasprito da benefizi che egli sapeva non essere largiti con mano paterna, mentre il signor Graham, che non intendeva questo sentimento, lo accusava in cuor suo di grossa ingratitudine.
«Finchè nostra madre ci fu conservata, si visse in discreta armonia: ma disgraziatamente quando io toccavo i sedici anni, fu colta da una malattia fulminante e morì. Ho presente sempre alla memoria l'ultima notte della sua vita. Ella mi chiamò al suo letto e mi disse con voce solenne: «Emilia, io ti rivolgo morendo questa preghiera: sii l'angelo custode del mio figliuolo!»
«Dio mi perdoni, — e così esclamando gli occhi spenti della cieca s'empirono di lacrime — se fui infedele alla mia missione!
«Quegli di cui ti parlo, — Emilia si guardava dal proferirne il nome — era allora un giovanetto diciottenne. Mio padre l'aveva da poco fatto entrare in qualità di commesso nel proprio banco, a mal suo grado, perchè egli desiderava seguire i corsi degli studi superiori; ma sua madre ed io l'avevamo indotto a cedere, vista l'irremovibile volontà del capo di famiglia. La morte della signora Graham strinse più che mai i vincoli tra suo figlio e me. Egli continuò ad abitare con noi, e passava in mia compagnia tutte le sue ore di libertà. Il babbo stava molto fuori, e quando era in casa si chiudeva nella biblioteca lasciando che lui ed io c'intrattenessimo a piacer nostro. Frequentavo allora la scuola ed ero un'alunna diligente, amantissima dei libri. Quante volte, quando tu mi parlavi dell'assistenza che ti prestava Guglielmo nei tuoi studi, mi ricordasti il tempo in cui io venivo così aiutata e incoraggiata dal mio tenero amico, sempre volonteroso d'adoprarsi per me con l'intelligenza e con l'opera.
«Ma la nostra felicità non era indisturbata. Spesso io vedevo sul volto di mio padre quella dura espressione che temevo sopra ogni cosa, mentre manifesti segni d'irritazione, d'ira talvolta, nell'aspetto del suo figliastro, m'avvertivano che una tempesta era scoppiata, probabilmente nel banco, senza ch'io potessi averne idea fuorchè dagli effetti. Nè potevo più intromettermi come mediatrice, perchè i guai insorti derivavano di solito da qualche negligenza reale o supposta, o qualche errore in materia d'affari, del giovane e inesperto commesso; colpe per le quali il babbo, negoziante fin nelle midolle, e ragioniere di scrupolosa esattezza, non aveva indulgenza, e in cui lo spensierato delinquente, privo d'attitudine all'ufficio impostogli, era proclive a ricadere.
«Le cose andavano innanzi così da sei mesi, quando a un tratto avvenne un grave mutamento. Evidentemente mio padre aveva ceduto a suggestioni di terze persone, o concepito egli stesso dubbi che l'inquietavano. Egli, come tu sai, è un uomo franco, onesto e schietto nei suoi propositi, quali si siano, che se anche volesse ricorrere a qualche artifizio non avrebbe l'astuzia necessaria per condurlo a termine con buon successo. Quindi ci avvedemmo presto della sua risoluzione di porre immediatamente un freno alla dimestichezza tra il suo figliastro e me. A tal fine introdusse nella famiglia una governante: la signora Ellis, che da allora non ci ha più lasciati. La presenza quasi continua di quella estranea, e gli ostacoli ch'egli cominciò a frapporre alle antiche consuetudini che favorivano la nostra intimità provavano abbastanza come egli intendesse sradicare e distruggere, se possibile, l'affezione da cui eravamo uniti. Nè invero è da maravigliarsene ove si rifletta che essendo io oramai donna, essa non era più da considerarsi come un'affezione fanciullesca, mentre un'altra sua forma non avrebbe ottenuto l'approvazione del babbo, posto che il figliuolo della sua seconda moglie, tanto adorato dalla madre, non godeva punto la sua benevolenza.
«Il dolore cagionatomi da sì fatti procedimenti non poteva compararsi che all'indignazione del mio compagno di sventura, il quale non s'era mai così fieramente risentito d'alcun altro atto ostile del patrigno: nè la tattica di questi riuscì a staccarlo da me, perchè sebbene evitasse con cura di mostrarsi sotto gli occhi della «spia», come denominava la signora Ellis, il suo genio inventivo escogitava numerose occasioni di vedermi e intrattenersi meco durante l'assenza di lei; condotta sommamente propria ad eccitare più che mai i sospetti di mio padre.
«Io sono persuasa ch'egli v'era spinto soprattutto da un profondo senso della malevolenza e dell'ingiustizia usategli e dal desiderio di manifestare la sua indipendenza da ciò che stimava un'inescusabile tirannia: non ho nessuna ragione di credere che l'idea d'un idillio romantico o di un futuro matrimonio entrasse nei suoi calcoli. E io che allora non conoscevo legge superiore alla sua volontà o almeno non vi obbedivo, mi prestavo senza esitare a questi piccoli inganni per eludere la vigilanza da cui saremmo stati separati.
«Ma mio padre, come non è raro il caso tra le persone poco socievoli, e in apparenza poco osservatrici, vedeva i nostri sotterfugi meglio che noi non si pensasse, e si figurava più cose che non esistessero in realtà. Egli ci spiava attentamente, ma contro il solito suo modo di procedere s'astenne per qualche tempo dal frapporsi tra noi. Ben ponderando pensai poi che allora egli si proponesse di separarci in maniera più naturale di quella tentata, approfittando della prima opportunità per trasferire il suo figliastro in qualche posto connesso con la sua casa di commercio, sia all'estero sia in una città lontana degli Stati Uniti, e volesse evitare, finchè il suo disegno non fosse maturo, d'affliggermi cedendo al dispetto e alla collera che gli bollivano dentro; perchè ha sempre avuto, come adesso, per l'immeritevole sua figliuola tutta la tenerezza e l'indulgenza conciliabili col mantenimento della sua autorità.