— Di', Gertrude, vai qualche volta con lo zio True a vederlo accendere i lampioni?
— Non ci sono andata mai, dopo la notte che mi portò a casa sua, — ella rispose. — Io ne avevo una voglia matta, ma era sempre tanto freddo che lui non me lo permise: diceva che mi sarei buscata di nuovo la febbre.
— Oggi non è punto freddo; sarà una bellissima notte: se lo zio True è contento, si va tutt'e due con lui. Io ci andai più volte.... Ci si diverte un mondo a guardare dentro dalle finestre nei salotti dove i signori stanno a prendere il tè o a conversare in circolo, davanti al fuoco....
— E io godo di veder accendere quei grandi lumi che fanno tutt'intorno una luce così bella, così allegra! Spero che dirà di sì.... Lo pregheremo.... Vieni, — proseguì tirandosi dietro Guglielmo — raggiungiamolo, diciamoglielo subito....
— No, aspetta, ora sta ragionando col nonno.... Glielo diremo poi, quando saremo a casa. Già poco ci manca. —
A stento però il ragazzo poteva contenere l'impazienza di Gertrude. Non appena furono giunti al cancello della corte ella si strappò da lui, si precipitò verso Trueman, fece la sua richiesta che fu benevolmente accolta. E i tre partirono per il loro giro.
Da principio l'attenzione della piccina si concentrò tutta nelle fiammelle che via via s'accendevano. Non aveva occhi per altro. Ma svoltato il canto della strada si trovò di faccia alla vetrina d'una grande farmacia che la fece rimanere incantata. I vivi colori dei liquidi brillanti nei vasi di cristallo che per la prima volta vedeva di sera, così illuminati, cattivarono la sua fantasia. Ed avendole Guglielmo detto che la bottega del suo principale era simile a quella, pensò che doveva essere una delizia passar la vita in un luogo tanto bello. Si maravigliò poi che fosse aperta la domenica mentre tutti gli altri negozi erano chiusi. Egli si fermò per spiegargliene la ragione e appagare la sua curiosità su varie coserelle; sicchè quando si mossero s'avvide che True li precedeva d'un buon tratto. Sollecitò allora Gertrude dicendole che si trovavano adesso nella più signorile delle vie per cui dovevano passare, e che bisognava far presto se volevano vedere a loro agio la casa che più gli premeva di mostrarle. Infatti il lampionaio nel momento che lo raggiunsero già appoggiava le sua scala a un lampione di fronte a un'isola di bei fabbricati. Molte delle finestre avevano le tende chiuse, dimodochè i fanciulli non potevano guardar dentro; ma in alcune le tende non c'erano, o non erano ancora tirate. In un salotto si vedeva un bel fuoco di ceppi e davanti al caminetto signori e signore che conversavano: Gertrude non si sarebbe più staccata di là. In un altro era accesa una splendida lumiera, e sebbene non ci fosse nessuno, la sontuosità del mobilio, l'appariscenza di tutto l'insieme la rapirono. Ella battè le mani dall'allegrezza, e non s'indusse a seguire Guglielmo se non dopo ch'egli l'ebbe assicurata che un po' più oltre c'era una casa non meno stupenda, dove forse avrebbe anche veduto certi bellissimi bambini.
— O come sai che ci saranno? — domandò ella mentre s'incamminavano.
— Io non lo so positivamente, ma credo. C'erano sempre alla finestra quando andavo con lo zio True, l'inverno passato.
— Quanti?