Era ben naturale che nelle condizioni propizie di cui fruiva Gertrude, guidata e consigliata da Emilia, assistita e incoraggiata da Guglielmo, il suo intelletto dovesse rapidamente svilupparsi e irrobustirsi. Ma che n'era del piccolo suo cuore che ad un tempo teneramente affettuoso ed impulsivo, sensitivo ed appassionato, ora palpitava d'amore e di gratitudine, ora bruciava nel fuoco divorante che il sentimento d'un torto ricevuto, la coscienza di un'offesa, recata a lei o ad uno dei suoi amici, v'accendeva d'improvviso? Nei suoi due anni d'infanzia felice, aveva ella imparato a padroneggiarsi? Era giunta a distinguere chiaramente il bene dal male, il vero dal falso? In una parola, era Emilia stata fedele alla missione impostasi di sua spontanea volontà, al suo nobile proposito d'addolcire il cuore, d'illuminare l'anima della creatura ignorante? Aveva Gertrude appreso la religione, trovato Dio, cominciato a seguire pazientemente il sentiero ch'è rischiarato da una luce santa e conduce alla pace eterna?

Sì, aveva cominciato, e sebbene spesso le fallisse il piede, sebbene talvolta la pazienza le venisse meno nell'angusta via, ed ella ne uscisse per rallentare il freno al suo irascibile temperamento, bambina qual'era ancora, si poteva fondare una ragionevole speranza sulla sincerità delle sue buone intenzioni, sulla profondità della sua contrizione quando accadeva che il male riprendesse l'antico predominio. Emilia non si risparmiava alcuna pena per insegnarle dove ella dovesse riporre la sua intera fiducia, e già la piccola Gertrude aveva imparato a invocare un soccorso più alto del suo, ad appoggiarsi a un braccio più forte.

La signorina Graham s'era messa a un'ardua impresa assumendosi d'educare il cuore e la mente di una fanciulletta lasciata crescere nell'assoluta ignoranza d'ogni virtù. Su alcuni punti, tuttavia, e dei più importanti, ella non trovò le difficoltà che s'aspettava. Per esempio, dopo avere spiegato una volta la differenza tra l'onestà e la disonestà, la verità e la menzogna, non ebbe occasione alcuna di far rimostranze a Gertrude che, leale per sua natura, non aveva mai commesso la bassezza di mentire se non indottavi da un estremo terrore. Infatti i caratteri fieri ed impetuosi come quello, ch'era in lei il maggior difetto, appunto perchè tali, sono generalmente altrettanto franchi e sinceri. Anche innanzi d'esser divenuta virtuosa, l'orgoglio quasi sempre la ratteneva dal dissimulare la verità. Pochi mesi dopo averla conosciuta, Emilia era ben sicura di poter fidare nella sua parola. E questa certezza che la verità, radice d'ogni cosa santa, aveva così presto preso dimora in quell'anima infantile, era stata il maggiore incoraggiamento a perdurare nei suoi sforzi. Ma l'alterezza e la sensitività di Gertrude sembravano innate; la tirannia, i cattivi trattamenti non avevano potuto soffocarle, anzi s'erano vigorosamente sviluppate in mezzo alle circostanze più sfavorevoli. La bontà, la benevolenza ottenevano tutto da lei, la persuadevano, la soggiogavano; ma ella non sarebbe stata capace di tollerare un freno imposto severamente, per opportuno, per necessario che fosse. Emilia sapeva che spesso l'autorità stessa dei genitori non basta a governare questi spiriti indocili. Ella non conosceva che un potere tanto forte da vincere l'orgoglio umano, da spegnere le passioni terrene: quello dell'umiltà cristiana, innestata nel cuore: umiltà di principio, umiltà di coscienza. L'unico potere a cui l'orgoglio ingenito presti omaggio, e la passione ceda.

Invero ella sapeva pure che un ordine, di qualsiasi natura, dato a Gertrude da lei o dallo zio True sarebbe prontamente obbedito, perchè la bambina, conscia che l'amore lo dettava, per amore vi si sarebbe sottomessa; ma a fine di provvedere ad ogni contingenza, di fare che il cuore fosse retto come la vita, occorreva ch'ella mirasse a un fine più sublime che quello di compiacere le persone a lei care; e insegnandole la dottrina del suo Divino Maestro, Emilia le infondeva la forza di fare e di patire, di sopportare e di perdonare, per quando, indipendente, non avrebbe più avuto altra guida che sè medesima.

Qual profitto Gertrude avesse tratto dalle cure e dall'istruzione ricevute in questi due anni, mostrò il seguito della sua storia. Passò per molte prove, sostenne molte lotte, ebbe sconfitte e vittorie.

La signorina Graham era sodisfatta e piena di speranza, True superbo ed esultante, la signora Sullivan e perfino il vecchio Cooper dicevano che il suo contegno e il suo aspetto s'erano maravigliosamente mutati in meglio, e ch'ella aveva maniere assai garbate per una bambina della sua condizione.

XIII.

Non fantasia capricciosa

Nè d'ora oziosa influsso passeggero,

Nè clamore di folla, nè aura popolare