Potrà mai farlo errare fuor del retto sentiero.
W. G. Simms.
Era il terzo inverno da che Gertrude stava con True. Un sabato sera Guglielmo entrò, al solito, con la grammatica francese e il dizionario sotto il braccio, ed esclamò, gettando i libri sulla tavola:
— Oh, Gertrude, prima di metterci a studiare bisogna ch'io racconti a te e allo zio True la comica avventura che m'è capitata quest'oggi! Ne ho tanto riso dianzi con la mamma!
— Sì, vi sentivo ridere, — disse Gertrude. — Se non avessi avuto troppo da fare sarei anzi venuta a vedere che c'era di così straordinariamente buffo. Suvvia, racconta.
— Non pensate che sia uno scherzo.... Non sarei esilarato a questo segno se la non fosse stata la più bizzarra vecchietta ch'io abbia mai visto in vita mia.
— Che vecchietta?... Non ci hai detto nulla di vecchie nè di giovani, finora!
— Bene, incomincio.... ecco!... Avete visto come ogni cosa era coperta di ghiaccio stamani? Che splendore! Quando il sole è arrivato al grande olmo di fronte all'ingresso della farmacia, e lo ha fatto brillare tutto, ho pensato che non poteva esserci al mondo nulla di più bello.... Ma questo non ha che vedere con la mia vecchietta.... salvo che i marciapiedi erano abbaglianti come tutto il resto....
— Eh, lo so! — interruppe Gertrude. — Nell'andare a scuola sono sdrucciolata....
— Davvero? — disse Guglielmo. — Non ti sei mica fatta male?