— Credete dunque che mangerebbe un po' di pisellini? Ne ho di prima qualità, arrivati freschi freschi dalla campagna, e se gli piacciono, ve ne manderò volentieri. Il mio garzone deve portarne in giro mezzo staio.... Metterò nello stesso paniere anche la carne.

— Oh, grazie, — fece Gertrude — gli piacciono moltissimo!

— Benone, benone. Vedrete che bellezza! —

Ed egli si volse a un'altra avventora così prontamente da lasciar credere a Gertrude che non si fosse potuto avvedere del rossore che le saliva alle gote, delle lacrime che le spuntavano negli occhi. Ma egli se n'era avveduto, e appunto per questo aveva avuto tanta fretta di servire l'altra.... Era un gran brav'uomo quel rubicondo macellaro!

True conservava un ottimo appetito. Egli gustò e lodò assai il desinaretto, e dopo aver mangiato abbondantemente, s'addormentò nel suo seggiolone.

Nell'atto che si destava, Gertrude balzò al suo fianco, gridando:

— Zio True, c'è la signorina Emilia!... La buona signorina Emilia che viene a farvi una visita!

— Iddio vi benedica, mia cara signorina! — disse il vecchio tentando di rizzarsi per muoverle incontro.

— Non vi rizzate, no, ve ne prego! — esclamò la giovane cieca il cui raffinato orecchio aveva percepito la sua mossa. — A quanto mi dice Gertrude temo che vi sia penoso.... Figliuola, portami una seggiola accanto allo zio True.... —

Ella s'accostò al paralitico, gli prese la mano, e parve oltremodo turbata nel sentirla tremare così.