— Dio vuole ch'io vada a Lui, Gertrude. Egli è stato sempre buono con noi, e non dobbiamo ora dubitare della Sua bontà. La signorina Emilia può fare per te più ch'io non potessi. Tu con lei sarai felice.
— No, no! Mai più non sarò felice in questo mondo! Non fui mai felice prima d'esser venuta a stare con voi! E se voi morite, desidero di morire anch'io....
— Tu non devi desiderare questo, mio tesoro: sei giovane, e il tuo dovere è di compiere sulla terra il tempo che t'è assegnato procurando di fare il bene. Io sono vecchio, e oramai non altro che un peso inutile....
— Non lo dite, zio True, non lo dite! Voi non siete, non potete essere di peso a nessuno. Vorrei io piuttosto non aver cagionato tanto incomodo a voi....
— Al contrario, uccellino, Dio sa che tu sei stata tutti questi anni la gioia del mio cuore. Ciò che mi affligge è il vederti adesso sempre sacrificata qui in casa a sfaticare invece d'andar a scuola. Ma quaggiù, noi dipendiamo gli uni dagli altri.... in primo luogo da Dio.... e poi gli uni dagli altri.... E questo mi rammenta le cose che ho da dirti. Io sento che il Signore mi chiamerà presto, assai più presto che tu non creda. E tu allora piangerai e sarai oltremodo afflitta, senza dubbio.... Ma la signorina Emilia ti prenderà seco, e ti dirà parole sante che ti conforteranno, ti dirà come ci rivedremo e saremo felici in un mondo migliore; dove non ci separeremo più.... Anche Guglielmo farà tutto il suo possibile per consolarti nel tuo dolore.... E, col tempo, sorriderai di nuovo.... Da principio, ed a lungo forse, tu sarai a carico della signorina Emilia che avrà da pensare a tutto per te: scuola, vestiario, e via dicendo. Ebbene, questo ti voglio dire: lo zio True s'aspetta che tu ti comporti con lei da buona figliuola, e l'obbedisca sempre. E quando sarai più grande forse potrai fare a tua volta qualche cosa per provarle la tua gratitudine. Ella è cieca, e i tuoi occhi dovranno essere i suoi: non è robusta, e tu dovrai essere il suo sostegno come sei stata il mio. Se tu sarai buona e paziente, Gertrude, Dio ti darà la pace e la serenità dell'anima per aver fatto quanto potevano le tue forze, in pro degli altri. E quando avrai qualche dispiacere (nessuno ne va esente) ricordati dello zio True che ti diceva in questi casi: «Su, allegri, uccellino, perchè a parer mio tutto finirà bene!» Andiamo, non addolorarti ora: va' a letto, cara.... E domani faremo una bella passeggiatina; sai che Guglielmo verrà con noi.... —
Gertrude si fece cuore per amor suo, e andò a coricarsi. Stette qualche ora vegliando, ma alfine cadde in un sonno profondo e non si destò fino a giorno.
Sognò ch'era già il mattino e che lei, lo zio True e Guglielmo facevano una passeggiata deliziosa; lo zio True aveva ricuperato la salute e le forze, camminava con passo fermo, gli occhi gli brillavano; Guglielmo e lei erano felici e ridenti.
E mentre ella sognava il suo bel sogno, ed era tanto lontana dal pensare che mai più non avrebbe calcato a fianco del suo primo amico le vie terrestri, il messaggero venne, un dolce e tacito messaggero, e nella quiete della notte avvolgente il mondo sopito, prese l'anima del buon True e la portò a Dio!
XVI.
Le stelle son magioni edificate