Molte altre domande seguirono a quella, da parte della visitatrice, e la buona donnina raccontò tutta la lunga e commovente storia del disperato dolore di Gertrude, dolore inconsolabile, e tanto profondo da farle temere ch'ella ne morisse.
— Io non potevo nulla, con lei. Durante la settimana scorsa passò le giornate seduta sul suo panchetto davanti alla poltrona dello zio True, con la testa sul cuscino, e non c'era caso d'indurla a levarsi di lì e a mangiare qualche cosa. Quando le parlavo sembrava che non udisse: s'io tentavo di smuoverla a forza non si dibatteva, (era sempre tranquilla), ma mi si abbandonava tra le braccia come un corpo morto; e non osavo costringerla a venire nel mio quartierino benchè sapessi che il mutar luogo le avrebbe giovato. Se non ci fosse stato Guglielmo, io non so davvero come avrei fatto con quella povera creatura; era una gran pena! Ma lui sa maneggiarla molto meglio di me. Nelle ore che è in casa, adesso va benino. Figuratevi, se la piglia in collo, perchè è forte quel ragazzo, e lei è leggera come una piuma, la porta in un'altra stanza o fuori nella corte, e trova sempre la maniera di rasserenarla, ch'è una maraviglia. La persuade a mangiare, la conduce a far una lunga passeggiata tutte le sere, quando ritorna dal magazzino. Ieri andarono fin oltre il ponte di Chelsea, dove si gode l'aria buona e il fresco, e pare che fosse riuscito a distrarla, a divertirla perfino, perchè me la riportò più colorita e più animata che non l'avessi ancora veduta. Era tanto stanca, che si lasciò mettere a letto nella mia camera, e dormì saporitamente tutta la notte. Tant'è vero che oggi è la Gertrude di prima. Sono usciti insieme stamani; essendo domenica Guglielmo sta tutto il giorno con noi, e non dubito che finirà di consolarla, se è umanamente possibile.
— Guglielmo dimostra molto criterio cercando di distrarla, conducendola fuori di casa, — disse Emilia. — Sono lieta ch'ella abbia amici tanto benevoli. Io promisi al signor Flint che se la sua figliuola adottiva avesse la sventura di perderlo, la prenderei meco, e la mia casa sarebbe la sua. Non ho avuto notizia della morte di quel brav'uomo se non ieri; e considero come un gran favore usato a me non meno che a Gertrude, l'avere intanto preso così amorosamente cura di lei. Ma io ero certa della vostra bontà: altrimenti non mi sarei data pace di non aver saputo subito che il povero True già era venuto a mancare.
— Oh, signorina Emilia, — disse la signora Sullivan — Gertrude ci è tanto cara, e soffrivamo talmente anche noi vedendola soffrire, ch'era bontà verso noi stessi fare tutto il possibile per confortarla. Io credo che Guglielmo e lei non s'amerebbero con maggior tenerezza se fossero fratello e sorella. Il mio figliuolo e lo zio True erano grandi amici. Ah sentiamo tutti vivamente la perdita del nostro buon casigliano, credetelo. Il mio vecchio padre non ne parla molto, ma io vedo bene com'è addolorato e depresso. —
Nel corso della conversazione che si prolungò ancora, la vedova disse che una sua cugina moglie d'un fittaiuolo, la quale viveva nei dintorni di Boston alla distanza di circa venti miglia dalla città, l'aveva invitata, insieme co' suoi, a passare una quindicina di giorni alla fattoria; e che coincidendo l'invito con l'usata vacanza estiva di Guglielmo, si proponevano d'accettarlo.
Ella parlò di Gertrude come se fosse inteso che li accompagnerebbe, e s'estese sul vantaggio che le avrebbe procurato il respirare l'aria di campagna e scorrazzare per campi e boschi, dopo le fatiche sostenute e la lunga reclusione.
Emilia, visto che la ragazzina sarebbe un'ospite attesa e bene accolta, approvò di cuore questa visita, e convenne inoltre con la signora Sullivan che ella rimarrebbe affidata a lei, fino al ritorno del signor Graham a Boston per la stagione invernale. Poi dovette accomiatarsi, senz'aspettare Gertrude; ma lasciò alla vedova un affettuoso messaggio per la loro protetta, e una somma sufficiente ai bisogni di questa durante il tempo stabilito.
Così Gertrude andò in campagna, dove la novità d'ogni cosa intorno a lei, l'abbondanza di cibo sostanzioso, la salubrità del moto all'aria aperta tra il verde, la cordialità e la simpatia delle persone con cui si trovava, fecero rifiorire le rose sulle sue guance e ridonarono al suo cuore la calma e la serenità se non la gioia.
Poco dopo ritornati i Sullivan dalla loro villeggiatura, si trasferirono in città anche i Graham, e l'orfanella passò nella sua nuova casa.
— Sei ancora alla finestra, Gertrude? Che ci stai a fare, cara?