Ma nessun martire di nome Gaudenzio è conosciuto in Roma, ad eccezione di quello di cui si parla nella lapide che ha motivato questa lunga dissertazione. Dunque probabilmente è questo il martire ricordato nell’inciso del Martirologio d’Usuardo, codice di Brussels.

Quanto non sarebbe eloquente per la storia del nostro Gaudenzio questa località, designata dal Martirologio Brusellense, con quelle parole: «Ad radicem montis Septimi passio S. Gaudentii martyris»?..... Ci direbbe insomma che Gaudenzio, liberto di Vespasiano, fu fatto uccidere nella casa del suo padrone, dinanzi alla fabbrica da lui edificata, ove appunto fu scoperto uno degli oratorî che attorniavano il Colosseo; unico oratorio (come dicemmo quando parlammo delle chiese ed oratorî che circondarono l’Anfiteatro Flavio) rimasto senza nome.

Ma, ripeto, questa non è che una mia congettura, della quale, se a qualcuno piacesse potrà servirsene per dire chi sia quel Gaudenzio che il Sollier confessava di non sapere, fateor me ignorare; e rimarrebbero soddisfatti anche coloro, i quali, col Muratori, s’auguravano che un giorno gli studiosi avrebbero fatto un po’ di luce su quel Gaudenzio ignoto.

Riassumiamo. Abbiamo visto:

1º che la lapide di Gaudenzio fu rinvenuta negli scavi praticati nel secolo XVII nel cimitero di S. Agnese sulla Via Nomentana;

2º che alla marchesa Randanini non costò l’acquistarla, e che non si può supporre una falsificazione fatta a scopo di lucro;

3º che a nessuno degli scopritori si dà lode dagli autori coevi al rinvenimento, perchè essa fu trovata a caso inaspettatamente, invece di essere stata studiosamente cercata;

4º che a quell’epoca non v’era questione di sorta sull’architetto del Colosseo; e quindi non vi potè essere chi, per far trionfare la propria opinione, avesse motivo di nascondere quella lapide sotto le frane di un cimitero sotterraneo;

5º che non fanno ostacolo all’autenticità della stessa lapide la paleografia, gli apici e la dicitura;

6º che anche ai tempi di Vespasiano vi poterono essere martiri, e che vi furono effettivamente; ed abbiamo addotte le ragioni plausibili per ammettere che Gaudenzio potesse essere l’architetto del Colosseo;