Questo piano, come già si disse, invece di archi ha finestre rettangolari, le quali sono di due dimensioni, e si trovano disposte negli intervalli fra i pilastri alternativamente. Le maggiori si trovano nella parte superiore; hanno una dimensione di m. 1,72 × 2,57; le minori di m. 1,30 × 0,90, e trovansi nel dado del basamento.

Il Maffei[207] parlando dell’ordine di questo piano, dice che, essendo il fregio ornato da modiglioni, questi, nonostante che i capitelli dei pilastri siano Corintî, fanno divenire l’ordine Romano o Composito. Anche il Serlio chiama quest’ordine così, ma non a ragione; giacchè la caratteristica principale di un ordine architettonico è il capitello: e bene a proposito il Desgodetz scrisse: «La somiglianza che hanno gli ordini affini, come sono il Romano ed il Corintio, il Dorico ed il Toscano, e qualche licenza che l’architetto si prenda, non deve farli confondere fra loro».

Il nostro edificio non ha intagli, e giustamente; perchè, a parer mio, l’intagliar foglie, volute e cornici che doveano essere collocate a tanta altezza ed in fabbrica cotanto gigantesca, sarebbe stato, più che superfluo, sconvenevole; come, viceversa, sarebbe sconvenevole non decorar con intagli ordini destinati a decorar una sala.

D’altronde l’esecuzione dell’edificio in genere, e dei particolari in ispecie, è trascurata assai. Una trascuratezza siffatta, per non aver riscontro nelle fabbriche contemporanee, ci attesta la fretta con cui fu eseguita la grandiosa opera dell’Anfiteatro Flavio.

In ciascuno dei tre piani arcuati v’erano 80 fornici: quelli del piano terreno erano numerati, ad eccezione di quei quattro che si trovavano all’estremità dell’asse maggiore e minore, dei quali i primi due erano i grandi ingressi all’arena, e i due secondi gli ingressi imperatorî; sicchè ogni quadrante della periferia conteneva 19 fornici intieri e due dimezzati.

Gli archi caduti sono 47; i superstiti 33, portanti dalla parte esterna incisi al di sopra degli archivolti, i seguenti numeri:

XXIII XXIIII XXV xxvi XXVII XXVIII XXVIIII XXX XXXI XXXII XXXIII XXXIIII XXXV XXXVI XXXVII XXXVIII (segue un arco non numerato, all’estremità orientale dell’asse minore) XXXVIIII XL XLI XLII XLIII XLIIII XLV XLVI XLVII .... XLVIIII ... L LI LII LIII LIIII.

(C. I, l. VI, Parte 4, 32263).

I numeri servivano indubbiamente ad indicare a coloro che doveano assistere agli spettacoli, qual fosse l’ingresso a loro più comodo per portarsi al sito della scalinata assegnato alla rispettiva condizione sociale. L’Agostini, nel quarto dei suoi dialoghi sulle medaglie, osservò che ad ogni quattro archi corrispondeva una scalinata interiore, la quale sboccava ad un vomitorio, ossia uscita alla grande scalinata della cavea: e che anche sugli archi di questi vomitorî erano scolpiti numeri onde evitare confusione.

Il numero I trovavasi a destra di chi guarda l’Anfiteatro dalla parte del Celio; il numero LXXVI a sinistra. Al lato opposto, l’arco senza numero lo vediamo fra i numeri XXXVIII e XXXVIIII; e questo fornice si fa rimarcare non solo per la mancanza del numero, ma pure per le tracce di una speciale decorazione. Non lungi da esso si rinvennero, e si veggon tuttora, due pezzi di colonna di marmo frigio e residui di trabeazione di marmo bianco. I gradini che circondano esternamente l’Anfiteatro, sono in quel punto interrotti, ed i massi di travertino formano, nella parte centrale dell’arco, un rientramento. Il Marangoni pensa che gli archi senza numero fossero destinati all’ingresso degli Imperatori, della loro corte e di tutti coloro che doveano sedere al podio. Ciò troverebbe una conferma, dice, nel fatto che, passati i due portici, e dove principiano gli archi che sostenevano le gradinate verso l’arena, v’ha come una spaziosa sala, illuminata da qualche apertura corrispondente alla gradinata stessa. Quest’ambiente vedesi adornato con lavori e figure di stucco, le quali, benchè danneggiate dall’aria e dal tempo, appariscono di squisito lavoro[208]. E poichè sull’arco mancante di numero manca eziandio l’intera cornice, sino al piano dell’ordine superiore; si può pensare che esso fosse adornato da qualche gruppo o bassorilievo od anche con iscrizioni[209].