[32]. Questa maraviglia oggi a noi sarebbe incredibile se, oltre ad altri autori, non l’accertasse Cicerone, che forse fu nel numero degli spettatori; in quel teatro, dice Plinio, tutto il popolo Romano fu esposto a poter perire come dentro una gran nave in mare. (Dal Period. «Il Buonarroti» loc. cit.).

[33]. Dio., XLIII, 22. Fino agli ultimi tempi della Repubblica in Roma gli anfiteatri erano di legno. (Vitr., 10, pref. 3; Dio., 37, 88.) Innalzati nel Foro, Cic., Pro Sest. 58. — Prop., 4, 8, 76; Livio, 23, 30; 31, 50. — Vitr., 5, 1; Plut., C. Grac., l. II, etc.

[34]. In Bucolico de venat. Carini. Et geminis medium se molibus alligat ovum. — Due teatri uniti insieme dànno appunto la figura di un uovo.

[35]. L. I, c. 7.

[36]. In met. 11, 25.

[37]. Loc. cit.

[38]. Dio., 51, 23; Suet., Aug. 29.

[39]. I più famosi, dopo il Flavio, furono quelli di Verona, Capua, Nimes, etc.

[40]. Suet., in Vesp., c. IX.

[41]. V. Guarini, Fasti duumvir., p. 32.