[141]. V. nota quasi alla fine del Capitolo IV, Parte I, di questo lavoro. — V’ha chi crede che questo monaco di nome Telemaco sia quello stesso che dal Martirologio Romano (v. I Ian. colle note del Baronio) vien detto Almachio. Tillemont (Empereurs, Honoré, art. 20, p. 533 sgg.) fa queste osservazioni: «Il est difficile de ne pas reconnaître que tout ce qu’on dit de s. Almaque est ou faux ou très altéré».

[142]. Nei Cataloghi s’aggiunge il Castrense, ma questo, come vedremo nella PARTE IV, Quest. 3ª, fu un anfiteatro privato, non destinato, cioè, ai pubblici spettacoli.

[143]. Parvum lapideum condidit. Isid.

[144]. Cf. PARTE IV. [Quest. 3ª].

[145]. Dio., p. 709. Ed. Leunel.

[146]. Verona illust., Parte IV, l. I, p. 50. Verona MDCCXXXI.

[147]. Suet., in Vesp. c. IX.

[148]. «Struxit autem Vespasianus in consulato suo octavo: idest, vix biennio, ante vitae finem» (Lips., De Amphith., c. VI). Vespasiano morì l’anno 79 d. C.

[149]. I trionfi della Guerra Giudaica furono celebrati colla dedicazione del vicino Arco di Tito, sulla Via Sacra (Cass., Variar. l. V, epist. XLII).

[150]. Suet., in Vesp. c. IX.