[681]. Adinolfi, loc. cit. p. 371.

[682]. Probabilmente erano fanciulli che rappresentavano la scena al vero; giacchè nel dramma recitato nel 1531 si legge: «Spirato il Redentore s’apre il cielo con folgori e tuoni e risuscitamento di morti; s’apre il velo del tempio e gli Angeli vengono alla Croce e dicono in musica: Ecce Agnus Dei».

[683]. Arch. del Gonf. mazzo XII. Oggi nell’Arch. di Stato (Roma).

[684]. Questi era solito fare la parte di Cristo.

[685]. Loc. cit., p. 87.

[686]. Il Redentore vestiva tunica e mantello; la Vergine indossava quegli stessi indumenti, coi quali, anche ai tempi nostri, la sogliono i pittori raffigurare. Gli altri attori poi vestivano alla foggia antica, ed avevano abiti di costume orientale o romano, secondo la parte che rappresentavano.

[687]. Fra un atto e l’altro v’era sempre il canto di due cori.

[688]. L’autore tralascia il resto, forse perchè notissimo.

[689]. L’autografo dice: dinanti.

[690]. L’autografo ha: quale e non il quale.