A p. 68 scrive: «Scorsi 43 anni, cioè nel 762 corrispondente al 9 dell’e. v. eletti consoli P. Dolabella e C. Junio Silano trovati fatti gli acquedotti di queste due acque da M. Agrippa oppur risarciti, per risoluzione del Senato condussero dall’antica porta Esquilina (o forse dal sito in cui si vede oggi la Taurina ossia di S. Lorenzo) al monte Celio, e di colà all’Aventino l’acqua Marcia e al Palatino; e per farne alli nominati colli la divisione, in distanza del castello (che tuttora si vede sul quadrivio della piazza della Navicella non più di 30 passi andanti) piantarono un arco composto di tivertini (sic) accanto al sito in cui fu poscia eretto lo spedale e chiesa di S. Tommaso apostolo, denominato per le molte forme o condotti che vi passavano, S. Tommaso in Formis......»

A p. 76 § 14 prosegue: «Più ancora si assicura l’esistenza di questo castello sin dal tempo di Nerone, che per formar l’ampio stagno o piscina al fianco orientale dell’aurea sua casa, seccato ed atterrato da Vespasiano per erigervi l’ammirabile Anfiteatro..... vi condusse un grosso rivo dell’acqua Claudia, della quale si vede tuttavia il gran condotto sotterraneo che scende sotto al chiusino per retta linea nella strada per cui si va al lato orientale dell’Anfiteatro, nella di cui vicinanza dove ha principio lo stradone che guida a S. Gio. Laterano apparisce la superficie della volta dello stesso condotto, che poco più oltre andava a sboccare nello stagno. Tal condotto fu pure ammirato dal nuovissimo autore delle memorie del medesimo Anfiteatro (Marangoni), ma non capito, perchè non salì sul quadrivio del Celio a vederne l’origine e il suo progresso».

[880]. Commentarî di Frontino, p. 158.

[881]. Secondo la quantità d’acqua che vi avranno fatto affluire.

[882]. Xiphil. e Dione — p. 542 ed. Basileae.

[883]. Osservazioni sull’arena e sul podio dell’Anfiteatro Flavio fatte dal sig. Pietro Bianchi di Lugano architetto..... illustrate e difese da Lorenzo Re romano..... nella sessione dell’Accademia di Archeologia li 17 Decembre 1812.

[884]. Loc. cit., p. 130, § 2.

[885]. Loc. cit. p. 141.

[886]. De Naumachia.

«Augusti laudes fuerant committere classes,