[1049]. De Rossi, Bull. Archeol. Anno I, pp. 23 e 50.

[1050]. M. Armellini, Lez. ecc. 101. «Col 426, egli dice, la sepoltura cessò nei sotterranei e incominciò nei portici e intorno le basiliche ma fuori del tempio, onde S. Gregorio Magno, come narra nel l. IV dei dialoghi, ricorda che i portici del Vaticano si trasformarono in cimiteri.... Lo splendore delle nostre necropoli ebbe un crollo spaventevole quando dopo caduta nel 410, di memoria imperitura, la regina del mondo in mano di Alarico».

[1051]. O al più nel secondo decennio.

[1052]. Cf. P. Scaglia, l. c., p. 52. Questo stesso ch. scrittore a p. 10, dice: De forma litterarum nihil dicendum, nisi quod eadem est atque in ethnicis epitaphiis, sed MULTO DETERIOR propter lapicidarum imperitiam.

[1053]. Fabbretti, Inscript., c. V, p. 363.

[1054]. Maffei, Art. crit. lap. l. III, c. II, p. 175.

[1055]. Morcelli, De stil. Inscript., l. II, part. 3, c. IX, p. 462, vol. 2.

[1056]. Cf. Garrucci, Sill. Inscript., p. 52, 75, 86, 88, 91, 92. — Pizzamiglio, Storia della Moneta Rom.

[1057]. Garrucci, loc. cit., pp. 185-192, 215.

[1058]. Cf. Bruzza, Bull. dell’Ist. Arch., an. 1870.