Le parti esterne di un anfiteatro consistevano nelle arcuazioni che formavano i portici; questi poi servivano per la comoda comunicazione tra le gradinate dei diversi piani, e per riparo agli spettatori in caso di pioggia. I portici constavano: 1º di corridoi, ambulacra; 2º di accessi in piano alle scale, itinera; 3º di scale, scalae.
Le principali parti interne erano: l’arena e la cavea. La prima avea forma ovale, ed alle estremità dell’asse maggiore s’aprivano grandi porte per l’introduzione delle fiere nella mostra precedente il periodo dei giuochi, pel solenne ingresso della pompa gladiatoria e per l’estrazione dei caduti nella lotta.
L’arena degli anfiteatri era generalmente pensile, e nei sotterranei, hypogaea, v’erano le celle per le belve, e vi si facevano manovrare le macchine, pegmata, per gli improvvisi spettacoli[46].
La cavea era la parte ove sedevano gli spettatori. La sua forma era concava o ad imbuto[47]. Nei maggiori anfiteatri la cavea dividevasi in podium, gradatio[48] e porticus: in questi la gradatio era divisa in più ordini dalle praecinctiones, secondo l’altezza dell’edificio; nei minori, in podium e gradatio indivisa.
Il podium era il terrazzo che circoscriveva immediatamente l’arena; ed essendo la parte più prossima allo spettacolo, era altresì la parte più distinta. Elevavasi dall’arena tra i 7 e i 12 piedi; era fornito di parapetto, e difeso dagli assalti delle fiere per mezzo di reti metalliche e di altri artificiosi ordigni.
L’Imperatore, la famiglia imperiale, i principali magistrati, le vergini Vestali, il pretore e l’editore dei giuochi prendevan posto nel podium (spectabant ad podium), il quale era elegantemente ornato.
Le praecinctiones, zone verticali, a piè delle quali girava un viottolo, iter[49], dividevano la gradatio in ordini diversi, i quali a misura che s’allontanavano dal podium divenivano meno distinti, ed erano occupati con un certo ordine gerarchico.
Prima della legge Roscia tutti gli spettatori sedevano alla rinfusa[50]. Plutarco dice che ai tempi di Silla anche le donne sedettero miste cogli uomini, ma che poi Ottaviano le separò, e volle che sedessero nel luogo più elevato[51], e quindi più appartato dall’arena.
Vomitoria erano le aperture o porte per le quali il popolo sboccava su i gradus o sedili.
Scalaria venivano detti i piccoli gradini corrispondenti ai vomitoria, pei quali gli spettatori poteano comodamente salire o scendere, onde collocarsi sui rispettivi sedili: e poichè i vomitoria erano disposti a scacco, e lo spazio fra tre scalaria costituiva un cuneus, perciò si designò col nome di cuneus ciascuna delle grandi sezioni della cavea.