Come ridir potrò le cose tutte,
Se tutte contemplarle a parte a parte
Io medesimo non valsi? fulgor tanto
D’ogn’intorno la vista mi percosse!
. . . . . . . . . . . . . . . .
Coverto d’auro il portico, di gemme
Ricoverta del portico la fascia,
Splendevano a vicenda: e colà dove
Ha termine l’arena, e il vasto circo
Chiudesi di marmorea muraglia,