Nel 357 l’Anfiteatro era nella sua piena integrità. Ammiano[551] ricorda la nostra grandiosa mole con maraviglia: Inter alia, Amphitheatri molem solidatam lapidis tiburtini compage, ad cuius summitatem aegre visio humana conscendit.
Paolo Diacono narra che circa l’epoca dell’irruzione degli Unni nella Tracia e nell’Illiria[552], Roma fu scossa da un violento terremoto, il quale danneggiò e fe’ crollare molti insigni edificî: Sub his fere diebus tam terribili terraemotu Roma concussa est, ut plurimae aedes eius et aedificia corruerunt[553].
Fra gli edifici danneggiati vi fu probabilmente anche l’Anfiteatro Flavio, giacchè, regnando Valentiniano III, negli anni cioè 425-455, ebbero luogo in esso importantissimi restauri. Ci porge questa notizia la epigrafe seguente:
Quest’epigrafe, pubblicata dal Fea[554] e riprodotta dal Parker[555], e incisa in un masso di «marmo pantelico.... quadrato di circa 20 palmi in lunghezza.... rotto, cadendo dall’alto, e di altezza 5 palmi, once 7.... Ha servito prima questo masso a due altri usi. In principio forse per pilastro o spalla a qualche edifizio grandioso, come quelli dell’Arco di Tito: perchè vi si vede, nella faccia sotto l’iscrizione per lungo, un festone simile di frondi e di animali, di assai buona e grandiosa maniera.... Dove è l’attuale iscrizione prima ve ne era un’altra in caratteri assai più grandi di bronzo, come si rileva dagli incavi delle lettere ancora esistenti in molti punti di tutte le linee: malgrado che siano state rasate le lettere per incidervi le nuove.... È notabile il luogo ove si è trovato il marmo. Questo è nel grande portico di mezzo.... poco avanti verso l’arena ai due piloni di travertini, sopra una selciata grande salita, fattavi nei bassi tempi.... E questa è la terza selciata che si è discoperta»[556].
Il marmoreo ricordo conservasi presso il luogo della scoperta. Le lacune dell’iscrizione sono state così supplite:
Salvis [dd] nn Theodosio et Placido V[alentiniano augg.]
Ruf[us] Caecina Felix Lampadius v. c. [et inl. praef. urbi]
ha[re]nam amphitheatri a novo una cum po[dio et portis]