TRAVIT SVMPTV PRO
PRIO RESTITVIT[562]
Decio Marco Venanzio Basilio visse ai tempi di Teodorico[563], ed alcuni cronografi fissano la prefettura di Basilio all’anno 508. I restauri dell’arena e del podio si praticarono probabilmente dal Prefetto della Città poco prima dei giuochi venatorî esibiti da Cillica.
Nel Marangoni[564] si legge: «Il sig. cav. Maffei[565] dice essere stato scritto che mons. Ciampini possedesse un’iscrizione, in cui facevasi memoria di un risarcimento del Colosseo fatto da . . . . . Teodorico: ma che avendo egli pregato mons. Bianchini . . . . questa iscrizione non si è potuta trovare»[566].
L’iscrizione era verosimilmente uno dei soliti sigilli figulini:
✠ REG. D. N. THEODERICO. FELIX. ROMA ovvero BONO. ROME[567]
PARTE II. DAL SECOLO VI AL MEDIO EVO.
CAPITOLO PRIMO. Il Colosseo — Origine di questa voce.
Sòrte le ostilità fra i Goti e l’Impero d’Oriente, Roma andò soggetta per venti e più anni a gravissimi mali. Non pare perciò probabile che in quel tempo il popolo romano pensasse ai giuochi ed ai pubblici divertimenti. Svanì pian piano l’uso degli spettacoli anfiteatrali; e la grande e venerabile mole dei Flavî rimase inutile e quasi abbandonata: così principiò a soffrire gli insulti degli uomini e dei tempi.
Quando nell’anno 663 l’Imperatore Costantino III venne in Roma, l’Anfiteatro Flavio conservavasi ancora intatto. Costantino depredò i bronzi dei romani monumenti: «XII dies in civitate Romana perseverans (Costantinus), omnia quae erant in aere ad ornatum civitatis deposuit; sed et ecclesiae sanctae Mariae ad Martyres quae de tigulis aereis erant discoperuit et in regia urbe cum alia diversa quas deposuerat direxit»[568].