Et sì come ho scritto di sopra che el campo nostro venne ad alozar a dì primo Luio a Gierola, et in quel zorno intendendo per una spia come zerca 2000 Franzesi, zoè 500 cavalli lezieri et resto pedoni, se doveano calar zoso di monti per piar (pigliare) el lozamento de Fornovo, ch'è a la fin di la montagna, a ciò el nostro campo non vi andasse ad alozar ivi, et Stratioti andati contra costoro trovono uno squadron di zerca 1600 che venevano zo del monte, unde Stratioti deteno dentro a pe' dil monte, et fonno a le man, et quelli rupe et fracassò metendoli in fuga, che ebbeno de gratia de ritornar indriedo, et ne amazò quelli Stratioti zerca 30, et prese 12 vivi, et le teste portono in zima le lanze a li Provedadori, et li presoni menono in campo; tra i qual era uno gran maistro sguizaro con 5 ferite, et franzese uno homo da conto, el qual volevano pagar assà danari et fusse lassato, et havia una ferita arente la bocca da la banda dreta, et un'altra sopra la gamba, et judicaveno li Provedadori havesse a morir. El capo sguizaro menato in campo fo assà honorato da li Sguizari nostri, dicendo era homo di farne extimation, et quello andavano a visitar. Adoncha Stratioti cazò Franzesi fin a la montagna, dove erano certi passavolanti soi, et loro diseno uno, el qual azonse a uno Stratioto da Coron et quello amazò; et in quella fiata Stratioti feceno carne et non volse più presoni; et etiam uno Stratioto fo ferito da una lanza et do cavalli feriti. Et Stratioti feceno assà bene di questa prima baruffa, però che questi Franzesi presi et quelli fonno amazati haveano assà danari, et tal dà ducati 200 in suso et anelli molto grossi da ducati 25 l'uno d'oro, i quali haveano in dedo; et presentò le teste a li Provedadori, basandoli la man a la greca, ai qual fo dato uno ducato per testa, secondo el consueto, et li anelli recolti ne le sue bezasse (bisacce) presentono etiam a li Provedadori, et al so Piero Duodo; i quali fonno pesati, era di oro ducati 1500 et più.

Ancora uno balestrier bolognese prese uno Franzese solo di 400 balestrieri che erano, et Stratioti fece quello è di sopra scritto, et li soldati tocavano la man a Stratioti, cridando: Marco! Marco! Et è da saper che 'l primo Stratioto apresentò una testa de Franzese al Marchexe, li donò ducati X, et basolo per mezo la bocca; la qual cossa Stratioti molto stimano di esser carezati. Oltra di questo, Stratioti prese tre mercadanti fiorentini vestiti a la franzese, havea uno fameio et uno corier in loro compagnia per guida, venivano de Franza et andavano a Fiorenza; et fonno menati da li Provedadori, et examinati, visto non erano homeni de mal afar, fonno lassati andar via.

Questi Franzesi venivano zoso di monti erano l'antiguarda dil Re: cavalli 2000, 1600 Sguizari et 400 cavalli lizieri. Et nostri che li andono contra fonno 1200 cavalli lezieri et non più, tra i quali 600 Stratioti con Piero Duodo loro Provedador; et questi messeno Franzesi in fuga a ritornar indriedo. Ancora Stratioti preseno cavalli X de Franzesi. Et si Stratioti li havesseno lassati venir di longo et non fusseno stati cussì presti a investir, sine dubio tutti erano presi o tajati a pezi; ma fo tanta la fogosità per la morte dil suo Stratioto, che non volseno star a indusiar; et questo seguite a hore 16. El Franzese se tolse de taja lui medemo ducati 1000, et el Sguizaro havea ducati 500 adosso, et 4 anelli in dedo (dito) de ducati 25 l'uno d'oro; et se tolse de taja ducati 500. Et Stratioti referitono in campo, Franzesi esser valenthomeni; tamen che de ditti non temeno, et speravano diman, venendo zoso, haver altra vitoria che questa. El campo nostro, el qual era za di le nostre squadre 100 et 20 de Milan, cavalli lizieri et Stratioti zerca 2000, et fantarie assà numero, alozato pur a Gierola, stevano preparati facendo far bone guardie a li passi, a ciò Franzesi non venisseno zoso di monti a trovarli disproveduti. Et messeno custodia a Fornovo, et ordinò li colonnelli, li quali più avanti saranno descritti, et quelli prima avesseno a investir i nemici, venendo a la campagna; sì che li Provedadori scrisseno che soldati erano de bon animo, et desideravano Franzesi venisse, et che si dovesse star aliegri, perchè erano certi de haver victoria. Et per paura de Parma, perchè Zuan Jacomo di Traulzi con la parte gelfa tramava pur novità, fo mandato ivi 400 provisionati, et Francesco Bernardin Visconte comissario dil Duca de Milan. Et è da saper che nostri tramavano pratiche secrete con ditto Zuan Jacomo di Traulzi, venisse da la banda di qua; et andava messi su et zo de questo; tamen promise de venir et non venne. Franzesi veramente si tirono a li monti; quello facesse non se intendeva, o volesse el Re venir di longo, o pigliar altra via; et necessario era de prender partito per la grandissima carestia haveano su quei monti sì de vittuarie quam de strami. Et qui è da considerar el Re facesse molti consigli con li soi, qual via havesse a tenir, ma pur fo advisato (non voglio scriver da chi, ma da chi era nemico de questa Signoria) che nostri per niun modo non volevano el campo fusse a le man con loro, ma li lassasseno andar; et però volse venir di longo.

Questa nova zonse in questa terra a dì 2 Luio, el zorno de San Marcilian, a hore 3 de notte, nel qual zorno da nostri è celebrato per haver habuto gran victoria per i tempi passati; et le lettere fo fatte a dì primo a hore 21. Ergo in 28 hore venne le lettere. Et inteso tal nova in quella sera medema, fo mandato a notificar questo a li Savij de Collegio, a caxa, per Zacharia Davit uno di Secretarii de Collegio, et la matina non sapendo far altro, se non ordinò el continuar le oration a implorar el divino auxilio, et da poi disnar per Pregadi fo scritto in campo, laudando la fede dil Governador et bona voluntà di l'exercito et portamenti de Stratioti. Et cussì tutti stevano in expectatione de haver lettere, che Franzesi siano venuti, et che se havesse fatto d'arme.

Ma molti, come ho scritto, questo apizarse non gli piaceva, per il pericolo et danno potea seguir: volendo più presto el Re prendesse altra via o vero dimorasse a venir, tanto che le zente mancavano a venir in campo fusseno zonte, zoè signor de Rimano et de Pesaro, et conduta dil Duca de Gandia, Paris di Lodron, Cozandorle todesco, Nicolò Savorgnan, licet di sopra habbi scritto fusse zonte, ma zonse parte, et lui era poco lontan; sì che, fatta la descriptione, mancava siemile persone, le qual per zornata zonzevano, et etiam Zenoa el qual era propinquo, con 300 fanti; et pur nostri stava con desiderio de haver lettere de campo, et a li Provedadori comesseno dovesse scriver do lettere al zorno almanco, una la mattina et l'altra la sera, et le poste erano redopiate per haver avisi presti; ma per tutto questo zorno, nè etiam el 3 Luio fino a la notte non venne lettere. Et poi venne lettere di 2 del mese a hore 24, narava come el campo era stato tutto quel zorno in arme, aspettando el venir de Franzesi, ma che fino quell'hora non veniva nè era parso niuno; et che non trovavano spie de poter mandar a veder quello faceva Franzesi su quei monti; et che in quell'hora era venuto do homeni d'arme di la compagnia dil Traulzi per haver soldo di qua, fuziti dal Re, i quali portò uno pan di quelli se vendeva in campo di nemici, assà picolo et negro; et che non haveano più vittuarie, et era 4 zorni l'exercito non havia vino; et che erano Franzesi per el rebatter de Stratioti molto confusi, et stavano sopra de sè, havendoli rotto li soi disegni: et el Re era ancora a Pontremolo, et parte di le soe zente a Terenzo et a Bordan, el qual Bordan è assà forte, fo castello di Rossi, dove molti judicava qui havesse a lassar le loro some et cariazi in ditta forteza, la qual bisogna bombardarla volendola haver, per poter venir più lezieri a la battaglia; et che parte de ditta zente erano andate a la via de Borgo per tuor strame et sopra veder quelle vie assà estive da condur exercito, et è la via fece el signor Ludovico et signor Ruberto Severino, come ho scritto de sopra, va a Tortona. Et è da saper che in questi castelli, dove sono Franzesi al presente, hanno 4 vie: o vero tornar in driedo a Pontremolo; o andar in Tortona per monti assà aspri, ma non puol menar cariazi; o venir di longo contra el nostro exercito; o vero andar per quelli monti in Rezana (Reggiano) passando questi fiumi o vero torenti, zoè Baganzan, Parma, Lenza et Crostolo, et discender a Montechio o vero Torrechiara, et andar a Rezo, havendo però el passo dil Duca de Ferrara, el qual nostri molto sospettava non lo havesse; questo per esser andato esso Duca lì in Rezana, come ho scritto de sopra. Tamen molti era de opinion dovesse venir di longo, et esser a le man con el nostro campo; et el tardar faceva, era perchè havia mandà Felippo mons. con alcuni cavalli et 1500 Sguizari verso la Speza et quella Riviera de Zenoa, et che aspettava ritornasseno nel suo campo, perchè havia mandato per lui. Et ancora scrisse al Prefetto signor de Sinegaia et Colonnesi, dovesse venir con zente in augumento dil suo exercito, non restando de mandar zente a Fiorentini, come dirò di sotto; pur pativa assà sinistri su quei monti, con poche vittuarie.

Et a dì 3 Luio, come se intese a dì 5 da matina per lettere di Provedadori date a Gierola a dì 3 hore 22, in questo zorno zonse assà numero de persone in campo; la compagnia de d. Alphonso fiul dil Duca de Ferrara, cavalli 600, era soldato de Milan, et la soa persona non venne, ma rimase col cognato in castello a Milan. Item venne Gilberto da Carpi con cavalli 200, pur per el Duca preditto. Ancora era zonto cavalli lizieri dil Marchexe de Mantoa Governador zeneral nostro, et mancava venir 200. Zonse lanze spezade rubertesche cavalli 340, et de ditta compagnia non mancava se non do homeni d'arme a zonzer. Etiam de altri condutieri che mancava compir le sue condute, a hora tutti erano zonti. Et come vidi per una lettera, in questo zorno zonse 8 squadre de cavalli armati senza cavalli lezieri, et etiam vi zonse Nicolò Savorgnan con li 1000 schiopetieri et provisionati dil Friul, benchè scrivesse di sopra era zonto, ma, per esser poco lontano, quei di campo reputava zonto. Et ancora venne 200 provisionati di la comunità di Asola benissimo in ordene, pagati a soe spexe per mexi uno. Mancava zonzer li 600 provisionati, che 'l signor Governador havea scritto a Mantoa a la Duchessa soa moglie et soi comissarii fosseno fatti di Mantoana, i quali di brieve doveano zonzer; et cussì Cozanderle, Zenoa et d. Paris de Lodron, al qual era Francesco de la Zueca nostro secretario et molto sollicitava; et questi tre de hora in hora erano aspettati in campo. El signor de Rimano era in camino, tamen molto longo, et non zonse a tempo. Soldati erano molto desiderosi, per el gran numero de zente a hora de squadre 130 et X milia fanti, de esser a le man con Franzesi, et haveano mandà molti de soi cariazi, chi a Parma et chi a Cremona, per remagnir più lezieri in far fatti d'arme. Abondantia grandissima era nel campo nostro, et in loco securo per li repari haveano fatti, et non si volseno muover de lì per molti respecti, maxime per li strami per li cavalli; et erano lontani di Fornovo mia cinque, dove era posto bona custodia, et cussì a Garona, ch'è sul monte una rocca, et Fornovo è il suo borgo a basso. Et el zorno avanti el conte Alvixe Avogaro con altri condutieri et cavalli lezieri et fanti andò alquanto su la montagna per intender de Franzesi; tamen niuno non parseno. Et a dì 3 inteseno per una spia tornata di campo nemico, come el Re in persona era partito de Pontremolo et venuto mia 12 più in qua a Barze, dove era una parte dil so exercito, et el resto a Tarenza e Bardon mia X da Barze et 6 da Fornovo.

Adoncha Franzesi era mia 15 lontan dil nostro campo, zoè di Barze a Gierola, et li villani tutti de quelli monti si messeno su le arme per poder menar le man bisognando, maxime si Franzesi fusseno rotti, per haver etiam loro, di questo gran butino menavano, qualche parte. Et fo advisato la Signoria che Franzesi venendo zoso de monti voleva mandar li soi cariazi avanti, a ciò soldati et Stratioti atendesseno a robar, et loro in questo mezo o andar su la strada romea, o vegnir a combatter, et esser vincitori, volendo prima metter la roba che la persona a pericolo. La qual cossa fo mandato advisar a li Provedadori dovesseno questa stratagema notificar in campo; onde fo fatto bone provisione per el Governador zerca questo.

Et in ditto zorno di 3 Luio venne in campo nostro do trombeti dil Re de Franza, uno da matina, l'altro da poi manzar. El primo, andato davanti el Governador et Provedadori, domandò do cosse: prima de voler parlar al Conte de Caiazo, et essendo ivi ditto Conte, dimandò quello el voleva. Li disse che la Majestà dil Roy mandava per lui, che li dovesse venir a parlar. Al qual rispose el Conte non poteva venir, per esser homo di la liga et nel campo di la Illustrissima Signoria de Venetia. Et pur ditto trombetta o vero araldo replicò dovesse venir. La seconda fo che dimandava li presoni pigliati el zorno primo de Luio, et maxime uno zentilhomo di Bertagna, per el qual faceva grande instantia, offerendo assà danari; et pregava, non lo volendo dar, li fosse fatto bona compagnia. El qual preson era de Stratioti, et li haveano dato taia. Dimandato a questo trombeta per el Governador, quello feva el Roy; rispose che al tutto voleva venir zoso di monti di brieve, et benissimo in ordene de zente. Hor fu licentiato; et poi la sera ne venne uno altro con quelle medeme parole, de voler el Conte de Caiazo vengi a parlar al Roy, et che Soa Majestà mandava a notificar al Marchexe de Mantoa, come le so zente in Calavria havea amazà re Ferando et che re Alphonso era morto; sì che dil Reame non restava più altro contrasto. Et che el Duca de Milan non haverà più paura, essendo morto questi do soi nemici, et che al tutto el Roy voleva venir a provar le soe spade, et che l'era propinquo al nostro campo. Et Marchiò Trivixan provedador li disse: prima che 'l conte de Caiazo essendo in campo di la Illustrissima Signoria, non volevano lui andasse dal Re; et che se maravegliavano di uno Re cussì fatto, che ha fama di Christianissimo, de mandar a dir busie; et che non era el vero quello diceva, però che haveano novelle più fresche di loro, che re Ferando prosperava in la Calavria, et za tutta era recuperata mediante l'armada di serenissimi Re et Raina de Castiglia, et che di brieve intenderanno l'haverà recuperato Napoli, come fin quell'hora nostri erano certi l'avesse recuperato; et che nostri steva con bon animo, volonterosi de apizarse; et che 'l Re vostro vegna pur presto, che li mostreremo gaiardamente el volto et da valenthomeni, et proverà si le arme de Italiani et di la Excelentia dil signor Marchexe et altri condutieri di la Illustrissima Signoria sono bone de difender et offender, et che erano gaiardi in expectarlo. Et poi li feceno admonitione non dovesse più vegnir alcun Franzese in campo, et dovesse dir al Roy non mandasse; perchè, venendo, ordinaria a le antiguarde fusseno taiati a pezi. Et con tal risposta, et alcune savie et fidelissime parole mandò a dir el Governador al Roy, di simel sustantia, ditto trombeta ritornò a Berze, et poco mancò che nel ritorno fusse amazato da Stratioti; ma pur fo acompagnato via senza alcun danno.

Et in questa terra a dì 5 la sera pur zonse lettere, (scritte) a dì 4 dil mexe a hore ij, et qui zonse a hore 22, le qual conteniva come in quella matina essendo li Provedadori in chiesia per udir messa, et a pena cominciata la messa, che zonse lì uno trombeta dil Re, vestito di veluto negro, con una tromba mazor di quelle va davanti al Prencipe, et una bandiera atacà a la tromba di 4 braza per longeza et uno e mezo per largeza. Et quando zonse lì, Marchiò Trivixan provedador li disse: Che diavolo vienstu a far qui? Lui rispose veniva da parte dil Roy a portar una lettera a li signori Provedadori. Et li disse ditto Provedador: Va in malora, che non volemo sue lettere. Et lui si volse partir; ma Luca Pisani, altro Provedador, disse: Vien qua, lassa veder. Et el trombeta, che za havea ditto: In bon hora, io mi tornerò in driedo; per queste parole dette le lettere. La qual era di monsignor di Arzenton che fo qui ambassador, drizata a Marco Antonio Moroxini kav. et Marchiò Trivixan, credendo el Moroxini fusse in campo, come fo eletto Provedador. Et conteniva che el suo Roy havia bona lianza, liga et amicitia con la Signoria nostra, et mai havia voluto romperla; et cussì era certo che Venetiani non voleva altro che conservarla; et però se maravegliava de questo exercito sì grande ivi posto, a ciò la Majestà dil Roy non passasse. El qual Roy prometteva de ritornar in Franza senza far alcun danno, con altre parole simele. Et subito li Provedadori spazò uno corrier con questa lettera a la Signoria; la qual lettera, come se diceva, fu drezata al Consejo di X. Et dato la risposta a ditto trombeta per li Provedadori, dimandato dil Re, disse che bisogneria menar le man, et non parole; et che el Re facia in persona fatti d'arme, el qual era sempre circondato da 50 zentilhomeni franzesi, et che se nuj l'aspetemo, Soa Majestà non fuzirà. Et cussì ritornò dal Re preditto. El campo nostro era benissimo in ordene, et assà incrudeliti contra Franzesi; et questo li Provedadori conoscete, per più fiate fo cridato: Arme! Arme! che in uno ottavo de hora tutto lo exercito fo armato a cavallo, aviandose verso el monte. Et fra a dì 3 da sera, la note, et a dì 4 el zorno, se armò cinque fiate tutte le zente, perchè le guarde vedeva qualche Franzese venir a soraveder, et cridava: Arme! Arme! in campo, et tamen era 0.

In questa matina di 5 Luio venne lettere de Milan, narra le cosse seguite per Stratioti, sì come ho scritto più avanti, et notificò quello haveva el Duca habuto di Zenoa, di l'armata de Franza, mandando la copia di le lettere a la Signoria, le qual qui sotto saranno poste. Et oltra di questo, per lettere di Zorzi Negro nostro secretario a Zenoa di do de l'instante, se intese prima come era arivato, et li grandi onori li era sta fatto et li fanno Zenoesi, qual etiam per altre havia scritto; et che Zenoesi se volevano mantenir in la fede data al Duca de Milan, et per conseguente a la Signoria nostra; et el grandissimo dispiacer ricevuto havea quelli Signori dil scorno hanno fatto quelli di la Riviera, de darse al Re de Franza. Et che a la Speza volendo metter Franzesi a sacco alcune caxe di Zenoesi; quelli, al meglio poteno, mandono loro robe in caxa dove alozava el Cardinal de Zenoa, a ciò fusse difese da lui, essendo da la parte franzese et con Franzesi ivi intrato. Ma per questo Franzesi insolenti non steteno, che volseno intrar in ditta caxa, non obstante che 'l Cardinal se li fece in contra su la porta, non volendo intrasseno: et loro non riguardando a la dignità ecclesiastica, imo con furia quello ferino, et poco mancò non fusse morto; et messeno la roba a sacco, secondo el consueto de far danno a tutti.