Item come l'armada di esso Re (galie 7, fuste 2, galioni 2 et uno bragantino), havendo l'armada de Zenoa galie 9 et 4 nave grosse, capetanio Bricio Justiniano, la qual era vicina a la Speza, lì al Porto Venere, et habuto vista di ditta armada la qual tornava di Napoli, et fo quella era sta a combattere Yschia, li deteno l'incalzo; la qual se tirò in uno porto chiamato Sestri, vicino al colfo di Rapalli; et questa armada zenoese li andò drieto, et in quel ponto, uno trar di balestra luntano, si messe et subito spazò a Zenoa a notificar de questo. Et cussì Coradolo Stanga prothonotario comissario dil Duca de Milan expedite lettere al Duca; et questa mattina de 5 Luio, Domenega, Tadio de Vicomercà kav. orator de Milan andò in Collegio con grande alegreza a presentar la copia de ditta lettera, la qual è qui sotto scritta. Et in campo, el conte de Caiazo have questa nova a dì 4 ditto la matina, et notificò a li Provedadori.

Exemplum literarum d. Coradoli Stangae prothonotarii ad Illustrissimum Dominum Ducem Mediolani.

Illustrissimo signor mio. In questa ora è gionto uno messo di l'armada nostra venuto a posta, quale dice come l'armada inimica s'era retrata in terra, e che la nostra li era sotto uno tirar di balestra, in modo che tenimo per certo de haver almanco tutti li legni, et quello li era dentro; quale sono galeaze 7, due fuste, uno brigantino, et due galioni; et la Excelentia Vostra tenga la presa fatta per certa. Se pensa hora de mandar per terra per pigliar tutti li homeni desesi; la qual nova me ha parso dar volando a quella per consolation, con la qual el bono animo vedo in questi magnifici, et spero ancora consolarla presto dil resto, perchè comprendo in loro tanto dispiacere dil scorno ricevuto de la preda de li lochi de Riviera, che non pensano in altro che recuperar la gloria amissa. Li nemici sono stati a Portofino, e quello castellano si fece forte incredibilmente, in modo che perseverando merita da la Excellentia Vostra laude e merito. In bona gratia soa humilmente me racomando.

Genuae, die secundo Julii 1495.

Coradolus Stanga prothonotarius
et comissarius.

Et havendo el Duca de Milan bisogno de danari, mandò a dimandar per el so Ambassador danari in prestedo, et non essendo honesto se fasse senza qualche cautione, perchè bastava di la grandissima spesa faceva nostri, tutto per aiuto di esso Duca, che 'l Re de Franza et Duca de Orliens voleva privarlo dil Stado; et però mandò alcune zoie et perle, et cussì in questo zorno, a dì 5, per deliberation dil Consejo di X fo trato dil santuario ducati 50 milia, et prestati a ditto Duca Ludovico; et poi ancora fo prestati di altri, come al loco suo tutto, Domino concedente, sarà scritto.

In questo zorno di 5 Luio, essendo Gran Consejo reduto, fo chiamati zerca 50 patricii, tra cavalieri, dottori et altri, et fonno mandati contra el Vescovo de Brexanon veniva in questa terra Ambassador dil Re de Romani, et era zonto a Mestre con 30 cavalli. Et cussì questi, venuti zo di Consejo, et non poteno esser a hora a Margera, et trovato che za ditto orator veniva, dismontono li patricii a San Segondo, et per Nicolò Michiel dottor più zovene, secondo el consueto, li fo fatto una oratione latina assà breve et ex tempore, excusando la Signoria non havea saputo avanti. Et cussì lo acompagnò a San Zorzi Mazor, dove habitava l'ambassador dil Re de Franza, et honorifice, a spexe de San Marco, stete qui alcuni zorni, et a dì 7, el Marti, fo a l'audientia et referite la soa legatione, zoè che la Majestà dil suo Re dimandava ducati 100 milia da questa Signoria per dover venir in Italia, et per el primo Ambassador suo, el qual era etiam qui et stete fermo, et questo Episcopo ritornò, insieme con ditto orator dimandò questo medemo. Ma per el Vicedoxe li fo risposto se faria li consegi per darli risposta; in questo mezo dovesse veder la terra. Et in questa matina medema, per lettere de Roverè se intese esser zonto a Trento quel capetanio di ditto Re de Romani, con zente, chiamato domino Sigismondo Belsperger sopra nominato, che veniva in campo a Novara de Milan, et ancora che in Trento se faceva preparamenti per 800 cavalli, che el zorno drio dovea lì zonzer, come etiam de questa venuta de ditti cavalli per lettere di oratori a esso Re se intese.

A di 6 Luio da matina zonse lettere di campo di 4, hore 24, per le qual, oltra quello advisò la Signoria secrete, se intese come era in quel zorno zonto Zenoa con li 300 fanti, et havia fatto la mostra. Et è da saper che ditto Zenoa menò con lui alcuni valenthomeni bandizati di le terre nostre, et per Quarantia Criminal li fo fatto salvo condutto. Item che era zonto fanti de li campi ultimamente fatti, et do fradelli fioli che fo dil conte Iulio da San Bonifacio da Verona, erano venuti con 200 provisionati a soe spexe per do mexi, pagati in campo; et che l'exercito era benissimo in ordene, non dubitando de Franzesi, i quali non parevano, et judicavano fusse assà confusi; et che haviano inteso quanto la Signoria nostra li haveano advisati, de haver cura et andar saldi etc.; et che la causa non erano andati ad alozar col campo a Fornovo era per boni respecti, et che di questo nè di altro la Signoria non se dovesse dar alcun fastidio, che non facevano niente senza el consejo, oltra di lo Illustre Governador et signor Rodolfo, etiam dil Conte de Caiazo, conte Ranuzo, conte Carlo de Pian de Meleto, conte Bernardin et altri strenui condutieri, et che 'l meglio era terminato tra loro, et però haviano deliberato de star lì a Gierola per comodità de cavalli; et venendo zoso Franzesi, sariano più a la larga a far fatto d'arme; et haveano fatto li colonnelli, di esser a la battaglia, bisognando, li qual saranno notadi qui sotto: tamen che a Fornovo haveano messo bona custodia de fantarie. Ancora che in quel zorno, parendo pur certi Franzesi su quelle colline armati, parse a Nicolò di Nona, fo quello venne in campo con Piero Duodo con 22 cavalli, ha ducati 20 al mexe de provision, et sta a Zara, homo valentissimo, havendo grandissima voluntà de operarse et dimostrar la fede havia a questa Signoria, non però con licentia de Provedadori, ma da lui, andò con X cavalli di soi a sopraveder, et trovato questi Franzesi armati per numero 40 a cavallo, dette dentro con li soi cavalli lezieri, a modo de Stratioti; et Franzesi non si sepe tanto difender, che ne amazò 4 di loro, et portò tre teste in campo, et uno Franzese vivo; el qual havendo una gran ferita di lanza, zonto in campo morite: pareva homo de conditione et assà disposto. Et che quel zorno fo cridato: Arme! Arme! et tutti se messeno in ordene, come havesseno a combatter, che fo bel veder.

Ordene de li colonnelli come haverano andar contra li nemici, fatto a dì 3 Luio 1495 in campo a Gierola[137].

Da Milan se have lettere di 4, come in campo era stà preso uno portava lettere del Duca de Orliens al Re de Franza, date a dì ultimo Zugno et primo Luio, et par siano responsive ad alcune ricevute di esso Re, dicendo: Christianissimo Roy, ho inteso che volete io vegni con le mie zente a dì 13 di questo mexe verso Piasenza, per ritrovarse tutti do li exerciti in uno, et che Vostra Majestà sarà lì a quel tempo. Ve notifico come in campo dil Duca de Milan, come vi ho scritto, se ritrova certa zente chiamata da loro Stratioti, che non so si sia Turchi o diavoli, che danno tanta molestia a nostri, che non osano ussir fuora di la terra de Novara, perchè li amazano, e porta le teste su le lanze, et coreno ogni zorno fino su queste porte, cussì come per avanti nuj corevamo fino a Vegevene, sì che non è possibil de venir, perchè le zente hanno paura, et non voleno venir; et si venisseno sariamo rotti, et tutti amazati. Con altre parole, ma questa è la conclusione di ditta lettera.