In questo zorno el campo aragonese, fatto di le fanterie tre squadroni che sono il forzo, balestrieri multi con curazzina, il resto lanzaruoli con curazzina tutti, pochi con targete, per numero zerca 3000; et fatto de tutte le zente d'arme squadroni 16, se avviono su la campagna, et venne fino a presso el campo duchesco zerca uno mio et mezzo. Et el Duca di Calavria con el primo squadron, con lo elmetto in testa et la lanza su la cossa, con proposito al tutto di far fatto d'arme. Ma vedendo che alcun non ussiva dil campo nemico, mandoe alcuni balestrieri lizieri a invitarli fino mezzo mio a presso el campo, et mai alcuno si appresentò. Tamen el campo duchesco si messe in ordine, et tutto in arme et le fanterie a li repari. Ma el Duca di Calavria, aspettato a la campagna per do hore, se ne tornoe a Bubano, et li stette el campo tutto in arme fino fo allozato le fanterie. Et fatti li allozzamenti per li saccomani, ivi si puose ad allozar, et hanno per riparo el canal dil molino dinanzi, da l'altra parte el fiume, et da driedo Imola. Et li campi sono distanti l'uno da l'altro mia zerca do, et scaramuzeranno saccomanando insieme.
Adi 17 el conte de Caiazzo condusse fuora dil suo campo 14 squadroni, con li elmetti in testa et lanze, in una pradaria vicina al campo, et messe sbarre do attorno li repari ben forniti de artegliarie, et stetteno cussì. Si divulgoe Aragonesi era in arme, ma non seguite altro.
In questa mattina li saccomani ducheschi corse in su li confini di la Signoria al loco di Santerno sul territorio di Ravenna, et alcuni...... torse di strame. Ma inteso questo dal Podestà, scrisse al conte di Caiazzo, et adi 18 li mandoe do cittadini di primi con lettere credentiali in campo, lamentandosi di questo insulto.
Adi 18, li campi heri stetteno in arme tutti do, da hore 16 fino 21, et per el Duca di Calavria fo mandato uno trombetta al conte di Caiazzo, si voleva venir romper qualche lanza. Li fo risposto venisse mò a la campagna, dove si potesse operar li cavalli, et non star in questi paduli. Ma cadauno stete su el suo. Poi ditto trombetta tornò e invidò mons. de Obergnia (Auvergne) capitano de Franzesi, volesse elezer uno o più de li soi, et esso duca elezeria tanti de li soi calavresi, et che questi avesseno a experimentarse insieme. Ditto monsignor accettò lo invito, ma el conte de Cajazzo disse non voleva se facesse tal prova, perchè fra pochi zorni se farà dil tutto. Et tornato el trombetta dil duca di Calavria, el conte fè metter et venir balestrieri, schioppettieri et arzieri a cavallo et lui con lo elmetto in testa, presente ditto trombetta corse la lanza, et fece discargar a un tratto tutti schioppettieri, et li cavalli se reculavano, et da poi tornoe ditto trombetta un'altra volta, et disse che 'l duca era smontato et che lui poteva smontar: unde a hore 21 tutti do exerciti se disarmono.
El magnifico Joanne Bentivoi a Bologna et in Bolognese faceva preparatione di strami per la venuta di Franzesi.
Adi 19 el campo aragonese zonse questa mattina a Barbiano sotto Codignola, et el conte Carlo di Pian de Melleto soldato di la signoria, el qual adi 13 ditto zonse a custodia di Ravenna, fu in questo dì nel campo aragonese. Et accidit che li cavalli lezieri di campi si attaccorno, et le fanterie, al loco dil Molinazo: fo morti 5, et 4 Franzesi, et poi si separono. El campo aragonese adoncha era fra Codignola et Santa Agata, fra doi fiumi, et el duchesco in quello di Santa Agata. In questo tempo molti patri ivi venite, et altri subditi di la Signoria andono in tutti da li campi; et da tutti erano ben visti, perchè Venitiani erano neutrali, ma molto più carezzati nel campo aragonese.
Adi 20 el campo aragonese levato da lo allozamento, avviato prima li cavalli lizieri, poi li squadroni, uno dil qual governava el duca di Calavria, l'altro Astero barone, da poi veniva le fanterie et di man in man le altre squadre, si redusseno a presso el fiume di Santa Agata con li soi corradori, et lì fonno a le man con li ducheschi che haveano passato el fiume predetto, et tuttavia passava le squadre fino numero 12 con el conte di Caiazzo; et per li cavalli lezieri et parte di fanti fu fatto una baruffa per spacio di una hora senza mesedarsi (?) in alcuna squadra, et in questa baruffa con spingarde, schioppetti et passavolanti fo morti di aragonesi 7 et feriti zerca 20; ducheschi morti 3 et doi presi, tamen feriti: li Colonnesi fonno condutti in Lugo a medecarsi. Il duca di Calavria da poi instoe de attacarsi, per esser superiore dil campo nemico di squadre zerca 20 et fanti 3000. Ma li Ducheschi si scusavano, dicendo aspettar zente franzese et italiane; danari era divulgato veniva de Milan, et erano in Modenese. Et el campo aragonese dovea hozi partirsi, et andar ad allozar a una villa di Lugo ditta el Pulentano distante dal campo duchesco uno mio, per tuorli la via delle vittuarie; et fece far la spianata, tamen non tenne tal via.
Adi 21 el duca di Calavria mandoe uno trombetta dal conte di Caiazzo a invitarlo a far fatto d'arme, et li rispose: sia con Dio. Tamen non venne.
Et in questa notte aspettavano Fracasso dovesse zonzer in ditto campo duchesco con alcune squadre, et si ingrossava di fanterie. Li danari erano zonti, et fece una cria, chi voleva danari, etiam si fusse fuziti, dovesse venir li sariano dati.
El Pontifice per causa di la ribellion fatta iterum di Hostia, come scrissi per avanti, in questi zorni scrisse al Duca di Calavria li mandasse le sue zente a Roma.