Et zonto el campo a Barbiano, el Podestà di Ravenna gli scrisse non lassasse far danno a quel territorio, perchè facendo, faria dispiacer alla Signoria. Unde el Duca rispose per una lettera sapientissima, concludendo era disposto prima lassar morire il suo exercito, che fusse fatto alcun danno a li subditi di quella excelsa Signoria.

Fo ordinato per la Signoria che 'l castellan di Ravenna non dovesse ussir di castello, et che la terra fusse custodita: unde Andrea Da Lezze podestà duplicoe la custodia alla piazza (era Jacomo di Tarsia et Alvise da Novelli, contestabeli), et la notte ordinoe andasse le guardie deputade attorno le mure di la città; et cussì etiam a Cervia, dove era prima Alvise Bellegno, fo fatto, et custodito per dubito de subite incursion.

In questo zorno fo inchiodato uno passavolante a li ducheschi.

Adi 22, essendo el zorno avanti el conte di Pitigliano, Duca di Urbin, sig. di Pesaro, Zuan Jacomo di Traulzi andati a veder a presso Lugo el Molinazo, per volerse redur con alcune squadre in sua compagnia, se avviono verso el campo duchesco; ma li ducheschi non si mosseno di la riva dil fiume, dove havevano fatto uno revellin alveado, per el qual possano, a voler, venir a trovar calavresi, et ivi poseno 10 passavolanti, sì che niun vi po appresentarsi, sì che conveneno ritornar.

Adi ditto da mattina, pensando el campo duchesco che Aragonesi dovesseno venir ad allozar al Molinazo, si messono in arme; tamen se disarmono poi, perchè Aragonesi stetteno a Barbiano, pur erano volunterosi di precluder la via di le vittuarie a Ducheschi, et veder di redurli in loco habele a far fatto d'arme.

Adi 23 li campi stetteno in arme, ma stanno a le difese.

Adi 24 al porto Cesenatico a hore 9 fo un gran rumor, cridando: arme! arme! et le barche erano in porto da paura si levono confusi, lassando poi i soi corredi in terra. Et questo fo che la notte, da poi la luna levata, che fo a l'hora ditta, quelli di la rocca vete (videro) certi armati, et cridono: arme! arme! al qual cridar quelli fuzino. Li cittadini di Cesena stavano con gran dubito et timidità, si sforzava liberar le moglie et figli et lor bene, e portar fuora su quel di la Signoria, di Cervia et Ravenna.

Adi 25 el campo aragonese fece cavar certi fossi per tuor l'acqua al fiume, a presso dil qual era allozato el campo duchesco, acciò li fusse tolta la via di le vittuarie veniva per ditto fiume, et a hora ditto campo non pol haver vittuarie se non da Ferrara. Et questo campo aragonese stevano molto di malavoglia, zoè li principali, per causa dil perder di Hostia, dubitando el Papa non vogli le so 18 squadre.

Nel campo duchesco venne incognito et stravestito el sig. Antonio di Ordelaphi, fo de li signori de Forlì, per metter paura a madona di Forlì, acciò si voltasse da loro.

In questa notte ditto campo si levoe dal loco dove era allozato, et andato verso Bologna; ma etiam in questa notte medema cavalcoe 8 squadre de Aragonesi verso el campo ditto, et trovato che quello era levato, ritornono indriedo; et etiam questo si levoe per andar seguitando el campo nemico. El qual se redusse verso el Fosso di Ziniul (Fossato del Genivolo); questo perchè, dove era, mancava vittuarie, perchè nè da Lugo, Bagnacavallo, Fusignano, Cotignola et Santa Agata non ne poteva haver, et li era tolto le acque, li molini propinqui non poteva masenar. El loco dove a hora sono redutti è di sito fortissimo, per haver da un canto el fiume, da l'altro li paludi ch'è drio el Po, zerca do mia et mezzo, davanti si fortificoe con fossi, repari et artegliarie, et per Po senza obstaculo haveranno le vittuarie.