Questi altri è passati per lo Alexandrino guidati da Scaramuzza Visconte.

Monsig. Doyson cavalli N. 460
Monsig. della Tramoglia cavalli » 300
Monsig. de Guisa cavalli » 300
Monsig. lo Gran Scudier cavalli » 300
Monsig. de Vienon cavalli » 300
Monsig. don Zuliano cavalli » 920
Summa a tutti N. 2580
Summa summarum, tutti cavalli N. 7160
a piedi » 6000

La qual poliza fo mandata per quei de Milano, tamen non fo vera, come più avanti a la descrittione di tutto lo exercito di esso Re, habuta la verità, sarà scritto.

Questi sono li nomi de molti capitanij et Gran Maestri venuti col Re in Italia, i quali tutti è stà nominati per lettere in diversi tempi.

El Re zonto a Pontremolo deliberoe di andar più di longo, et zà le sue zente, redute su quel de Fiorentini, facevano de gran danni, come più avanti sarà scritto. Et andò a uno castello dei marchexi Malaspina, recomandati al Stato de Milan, chiamato l'Aulla, mia X distante da Serzana, loco de Fiorentini, el qual el Re mostrava di voler acquistar. Et el sig. Ludovico duca di Milano, zonto a Villafranca vicino dove era il Re, adi 31 Ottubrio andò a visitar Sua Maestà, et usò le parole li parse. Fatto li secreti consegli, ritornò ad allozar la sera pur nel ditto castello de Villafranca, et poi andò a Fornovo, et qui stette alcuni zorni visitando spesso el Re. Et adi 13 Novembrio ritornò a Milano con l'ambassador nostro, essendo stato col Re zorni tre, et avanti partisse di Pontremolo fè zurar a quelli dil loco fedeltà, et receverlo per suo signore et duca.

Adi ultimo Ottubrio passò per Pontremolo 1000 Sguizzari dil Re, et andava in campo, et per le sue insolentie la terra fo in arme, ne ammazzorno 18, feriti assai, li expulseno di la terra; et questo perchè volevano metter a sacco quel loco, ma quando fo il ritorno dil Re in Franza feceno le loro vendette, come nel terzo libro sarà scritto ordinatamente.

Le zente dil Re, andate scorsizando su quel de Fiorentini, preseno le infrascritte castelle n.º 24, zoè: la Rocca Sigillina, Bagnone, Castiglione (del Terziere), castelli fortissimi; Corvarola, Furnolo, Pastina, Caprigliola, Navola, Capo de Ponte, Monzone, Agello, Equi, et questi tutti si reseno a Franzesi a patti, et levono le insegne dil Re; Albiano, Falcinella, La Verrucola, Fivizzano, Lamone, Montecharo, Gropo San Piero, questi sono messi a sacco, et fatto presoni perchè non si volseno render; Castelnuovo bruzò et sacchizoe, el qual facea fuoghi 150; Ortonuovo, Pietrasanta, Serzana et Serzanella poi have come dirò di sotto. Et d'indi Franzesi si comenzono a inrichirsi, et fece prede de valor de ducati 40 in 50 milia, come scrisse l'ambassador de Milan era a Fiorenza, per la descrittion fatta al suo Duca. Era con il Re, come per lettere di Zorzi Pisani ambassador a Milan Venitiani fo certificati, su quel de Fiorentini, Franzesi X milia, Sguizzari 5000, bocche da fuogo 900.

Adi 7 Novembrio el conte de Maza ambassador dil Re Maximiliano venne con cavalli 14 dal Re di Franza a Pontremolo. Zonse in questo zorno, parlato col duca Ludovico, expose al Re la imbassata dil suo Re di Romani.

Fiorentini, domente tal cose si fanno, considerando il fatto loro, et come il Re li haria mandato a dimandar di novo passo et vittuarie, et che le haveano denegate et altre volte promesse; vedendo Franzesi in gran reputatione, et che de li soi castelli gran numero erano stati presi, sacchizzati, et malmenati li habitanti; et pensandosi che sopra di loro el fatto andava, et erano li primi tocchi, havendo zà a Piasenza mandato Anzolo Niccolini loro ambassador et Piero Alemanni stravestidi per esser in colloquio col Re, et non havevano potuto operar alcuna cosa; et che Lorencin de Medici, che havea rotto el confino, era molto honorato apresso Sua Maestà; et che Senesi, Lucchesi et altre comunità erano disposte di darli passo et ogni altra cosa; che 'l campo dil re Alphonso già era disciolto; et ultimo, che bona parte di le sue mercadantie erano a Lion et altri luogi de Franza, et che lì in Franza Fiorentini sempre fevano bene li fatti loro; et molte altre ragione che tra loro fonno consultate: deliberono adi 2 Dezembre nel Conseglio di 300 di mandar 8 ambassadori al Re preditto di Franza, li nomi di quali è qui sotto scritti. Tra i quali volseno vi andasse Piero de Medici, che tunc in Fiorenza era primario, et quasi quella terra, licet fusse cittadino privato, governava, facendo in effetto il tutto. Et la Signoria, che sono otto, et uno confalonier, nove, niuna cosa expediva senza saputa sua. Come in diversi tempi questa caxa de Medici lì in Fiorenza havea habuto tal potere, del 1432 in qua, che Medici fonno revocati, che erano fora ussiti, Cosma suo avo nominato in molte historie et ricchissimo, et sopra di la sua sepultura è tal epitafio: Cosma Medices, Pater patriae. Poi successe Piero suo fiol, che have gran potere; demum ne li nostri tempi Lorenzo padre di questo Piero, et Juliano, et Joanne di la Romana Chiesa cardinal fatto per Innocentio pontifice. El qual Lorenzo novamente del 1492 era mancato di la presente vita. Questo Lorenzo varentoe la Republica al tempo di la guerra di Toscana del 1488, quando Ferdinando re vi voleva poner le mano, et Sixto pontifice li erano contra; tamen la Signoria de Venetia et Stado de Milano li deteno gran favore. Sei de his hactenus. Li ambassadori electi fonno questi: Angelo Nicolini dottor, Domenego Bongi dottor, Piero Alemanni cavalier, Juliano Salviati, Piero Soderini, Francesco Valori, Brazo Martelli et Piero de Lorenzo de Medici. El qual volse prima lui partirse da Fiorenza, et andar dal Re di Franza, et adattar le cose; et accordò poi che questi li venisseno driedo, et confirmasseno ogni accordo fatto per lui. Et cussì fonno Fiorentini contenti, perchè Piero li prometteva de conzar con honor e ben loro. Et cussì ditti ambassadori partino di Fiorenza, dimorando a Pisa, et Piero de Medici venne avanti a trovar il Re.