A dì 18 ditto a Milano fo fatto le exequie dil Duca morto, però che ivi è tal consuetudine, et uno si fa nel settimo, l'altro nel XXX zorno. Vi fu el marchexe Hermes suo fratello con li oratori et consieri dil Duca, et tutti cittadini de Milano.

A dì 19 Novembrio zonse in Milano el tesorier di Bertagna, ambassador dil Re di Franza, con cavalli 14: fo judicato venisse per danari dal Duca, li qual è da creder che li fusse dati.

A dì 20 venne Bernardo Rucellai ambassador de Fiorentini a Milano a congratularsi col Duca, et poi ritornò a Fiorenza.

A dì 23 venne el sig. Constantin Arniti con tre altri ambassadori dil Marchexe di Monferà a congratularsi con ditto Duca.

A dì 22 venne Anzolo Serragli, secretario de Fiorentini, et con el Duca parlato lungamente etiam ritornoe a Fiorenza.

A dì 25 zonse un fio del magnifico Zuan Bentivoi da Bologna a Milano per congratularse, sì per nome dil padre quam per Bolognesi.

A dì 24 in Milano arrivò madonna Chiara di Gonzaga, sorella di questo marchexe di Mantoa et moglie di monsig. di Mompensier, con cavalli 50; veniva da Lion per venir a Mantoa. Allozò in castello, fo molto honorata dal Duca et Duchessa; et poi, partita, andò a Mantoa, sì per starvi quam per esortar el fratello fusse cum el Re de Franza, el qual era al soldo di la Signoria za anni avanti, et havea ducati 30 millia a l'anno, come sarà scritto di sotto scrivendo di lui. Questa stette sempre a Mantoa honorata assà dal fratello, et el marito seguiva l'impresa di Napoli. Quello di lei seguirà scriverò poi.

Quello faceva re Alphonso in questo tempo.

El re Alphonso, come ho scritto di sopra, andava per Reame promettendo privilegii, facendo concessione, carezzando li populi, et provvedendo a li passi necessarii. Et essendo a Trajetto a dì 15 Novembrio si partì con l'ambassador di la Signoria pur in compagnia, et andò a Gaeta, essendoli venuto nova che don Fedrigo con la sua armata di 40 galie esser ivi arrivato, havendo preso do galie franzese che stevano forte per mezzo una rocca de Colonnesi; qual erano scorse lì per fortuna. Fo tratto gran colpi di bombarde di la rocca et di ditte galie, ma li nemici si butono a l'acqua e nudarono in terra, et le galie fonno prese vacue de homeni, salvo cerca 25 che erano rimasti per non saper nudare. Or ne l'intrar dil re Alphonso in Gaeta, li venne contra don Fedrigo do mia fuora di la terra, et ne l'intrar fo tratto assà bombarde di le galie era nel porto: le qual allora era galie 38, fuste 3, arbatoza una et do galie disarmate prese da i nemici, et Villamarino corsaro homo dil Papa con tre galie. Et qui el Re stette 6 zorni.

A dì 21 el ditto se partì di Gaeta e tornò a Trajetto. El zorno sequente fo gran fortuna, si ruppe nel porto di Gaeta do galie et andono a fondi; et in quel dì etiam per disgratia se impizzò (accese) fuogo in la polvere di bombarda di una altra galia, et quella brusò con zerca 40 homeni tra quelli erano in ferri e sotto coverta: il resto si butò a l'acqua, et scapolono la vita. Et la furia dil fuogo durò zerca mezza hora. Fu cosa miserabel et di gran compassione et gran augurio al povero re Alphonso. Et in breve zorni ditta armada disarmò.