A dì 26 uno ambassador dil Turco, homo di gran reputation, intrò in Trajetto, dove era el Re, con 40 cavalli et 10 zentilhomeni turchi tutti vestiti di seda a fiori d'oro, benissimo in ordine. Li andò contra l'ambassador de Venitiani, con molti baroni dil Re et tutta la corte, uno mio fuora. Questo era dismontato però che passò da la Valona, et a cavallo venne che fo una maraviglia. Et exposto la sua imbassada come il suo Signor li voleva dar ajuto, et che stesse di bona voia. Tamen il soccorso non venne mai, perchè Turchi non se fidava de passar in Italia. Et fo divulgato el re Alphonso li voleva dar ne le mani Otranto et Brandizo. Or ditto ambassador andò di longo poi a Napoli, dove stette qualche zorno fino have risposta dil suo Signor.

A dì 30 el Re si partì di Trajetto, passò el Garigliano, poi per rocca de Monte Ragon (Mondragone), venne a Castellamar del Volturno mia 20 da Trajetto, et a dì 1 Decembrio partì de qui et andò a disnar a Patria, dove è uno passo con uno ponte longo de legnami e una torre, et è ditto il lago di la Patria. Et a dì do andò a Cime mia 8, poi a Pozzuol dove sono li bagni assà nominatissimi, et andò per barca mia 3 a veder una fortezza feva far el Re in cima de uno monte, come di sopra ho scritto; poi per la Grotta ritornò in Napoli, dove questo tempo era rimasto al governo uno Vicerè, essendo stato fuora do mexi compiti.

A dì 5 Decembrio el cardinal di Zenoa Paulo de Campofregoso venne a Napoli contra el Re. Questo era stato su l'armada, et poi a Roma, et stette in Napoli sin a la intrata dil Re di Franza, et poi con esso Re si fece benivolo.

In questo tempo el re Alphonso fece far una fortezza sopra el monte San Martino, et cavar le mure si aggiongeva a Napoli, qual abbrazavano tutto el monte de San Martino sino al Castel novo: gran cavamenti et muraglie fece far in pochissimi zorni.

A Venetia quello seguite.

Gionse a Venetia a dì 18 Novembrio Piero et Juliano de Medici, et el sig. Paulo Orsini cugnato di Piero, vestiti incogniti con curacine indosso. Arrivò in casa di Lippomani dal Banco patricii veneti, con i qual havevano gran amicitia: et la sera andono in palazzo dal Serenissimo Principe, con el qual conferito, dimandò licentia di poter menar con loro X armati per caxon di la taja havevano su le loro persone, la qual ancora non era stà levata, come fo di poi a requisitione dil Re, et cussì per el Consiglio di Diese fo concessa licentia. Unde si vestirono in habito assà honesto, con veste curte di zambeloto negro et cape paonazze, con capironi di velluto di sopra, berrette in testa et la spada cadaun sotto, et cerca X provvisionati soi fidatissimi con spade driedoli. Et a dì 20 ditto da mattina andono in Collegio da la Signoria, dove, secondo el consueto di quella, fonno ben visti et carezzati. Demum volseno venir a veder el Gran Conseglio, et venneno con li soi armati, et loro con le spade sotto sentono presso el Principe su el mastabè. Or zonto ditto Piero qui, subito monsig. di Arzenton, ambassador dil Re di Franza, lo andò a trovar a caxa di Lippomani, col qual conferite molte cose. Li fo portato da soi ancora assà zoje, danari et alcune medaje d'oro, le qual lui molto stima. Et etiam vi zonse una baila con uno puttin de anni do, fiol de ditto Piero, el qual fo trasforato de Fiorenza; tamen la madre era lì in uno monasterio, et non molto da poi el Re li mandò uno de soi fino a qui a trovarlo, et notificarli dovesse andar a trovar Soa Maestà con lettere di salvocondutto, et cussì da poi alcuni zorni esso Piero partite di Venetia con il cugnato, et andò a trovar el Re presso Roma, et Juliano restò a Venetia, come dirò di sotto, et poi lo andò a trovar.

Vedendo Venetiani questo Re di Franza prosperar felicemente, et che Fiorentini erano accordati, et havea gran exercito, li padri dil Collegio se ridusevano diuturnamente, et nel Conseglio di Diese tramavano gran cose, et per vedere si potevano pacificare le cose et operarsi in metter paxe in Italia, come voleva pur el Pontifice. Terminono a dì 20 Ottubrio, et elexeno nel Conseglio di Pregadi do ambassadori a ditto Re, et che andasseno con lui fino a Roma: i quali fonno Antonio Loredan cavalier, che za alias a suo padre re et a tempo di la sua incoronatione in Franza vi si trovò ambassador, et ricevette da questo Carlo re le insegne de la militia. L'altro fu Domenego Trevixan cavalier, i quali, benchè fusseno dil Consiglio di Diese et si potevano excusare, pur per servire la Republica libentissime acceptono, et fu decreto nel Conseglio di Diese non menasseno niun patricio con loro, et de lì a zorni IX partiti, fatto la via di Ferrara dove dal Duca li fo fatto grande honor, erano cavalli 40, et Francesco da la Zuecca secretario, et zonseno a Fiorenza dove era el Re a li 21 Novembrio; nel qual zorno lì in Fiorenza seguite certa commotione dil populo, et però non fonno ne l'intrar honorati, come dirò di sotto.

Ancora deliberorono di mandar do solenni ambassadori al Duca de Milano, sì per allegrarsi di la sua creatione, quam per conferire con lui in secreto alcune cose, et operar quello poi uno di loro operono. Et a li 13 Novembrio nel Conseglio di Pregadi elexeno Battista Trevisan, era Avogador di Comun, et Sebastian Badoer cavalier, era Savio dil Conseglio, patricii di gran reputatione et dottrina: i quali a uno tempo a la gubernatione di la città patavina fonno rectori integerrimi. Et partiti a dì 21 ditto, zonseno a Milano a dì 7 Decembrio, et dal Duca preditto fonno molto honorati. Li venne contra et li allozono in Castello, dove era benissimo preparato: ai quali fonno presentate le chiavi dil castello, offerendo el Duca et tutto el Stato a comandi della illustrissima Signoria. Et poi, data grata audientia, el Duca partì et andò a Vegevene, et ditti ambassadori restono a Milano; tamen Zorzi Negro loro segretario andava da Milano a Vegevene a conferir con el Duca, fino che 'l ritornò in Milano, come scriverò più avanti. Ma Zorzi Pisani dottor et cavalier era lì a Milano prima ambassador, habuto licentia de ripatriar, ritornò per Po a Venetia, et zonse a dì 20 ditto, et espose quello in la sua legatione havea fatto, oltre le publiche lettere continue scritte di quello succedeva. Et Battista Trevisan preditto, di uno catarro che li discese, in breve hore si soffegoe, et a dì 24 de ditto mese di Decembrio, a Milano, morite in hore 10, che fo la vezilia de Nadal, et fo fatto le esequie, come dirò più diffusamente al loco suo. Et il corpo poi fo mandato a Venetia a San Stephano. Adoncha rimase solo ambassador Sebastian Badoer, el qual benissimo si portò, ita che reduse el Duca a far quello volse la Signoria.

Oltra di questo, a dì 14 Novembrio, nel Conseglio di Pregadi messeno quattro decime: do al Monte vecchio, le qual son donate a la Republica; et do al Monte novo, et di queste si ha ducati 5 per cento a la camera d'imprestidi de utilità a l'anno, fina sia restituido el capitale, secondo el consueto. Et fo astretto fusse pagate una dil Monte vecchio et una dil Monte novo per tutto el mese presente; le altre do per tutto el mese di Decembrio, et, passado el termine, quelli non havesseno pagado dovesseno pagar con pena di X per cento. Et cussì fonno ritradi assà danari, li quali fonno posti a le Procuratie di San Marco, per spender a li bisogni. Questo è uno ordene se observa per trovar danari a Venetia da li soi cittadini, senza toccar le publiche intrade: zoè pagano la decima di la intrata che hanno, et quelle decime dil Monte novo non sono perse ma hanno utilità, et con tempo li soi danari se restituiscono, et questo cavedal si puol vender et vendesi 90 et più ducati el cento, et hora più et hora manco secondo li tempi. Et za è stà visto con decime sole poste haver sostenuto guerra contra molti, maxime quella del 1482 col Duca di Ferrara aiutato da tutta Italia, che durò tre anni; nel qual tempo fo poste decime: come tutto ne la ferrarese guerra per mi descritta et intitulata al Serenissimo Principe Jo. Mocenigo nostro, chiaro el tutto se vede.

Ancora feceno molte provvisione per recuperar danari; le qual per non esser in proposito pretermetterò de scriver. Et fo preso di augumentar al tempo nuovo l'armada marittima era fuora, capitano Antonio Grimani, et armar XV galie sottil, zoè X in Candia, una a Retimo, una alla Cania et tre a Corfu; etiam nave grosse di Comun et altre vele. Et preseno di far 2000 stratioti, et commesseno al zeneral li scrivesse in la Morea, dove sono gran copia; et li fo mandati danari. Fo ordinato a li patroni di l'arsenal dovesseno preparar li arsilii per mandarli a tuor; oltra di questo preseno di far 3000 cavalli, per augumentar fino al numero de X millia cavalli, et fo scritto in diverse parte per assoldar zente. Et fo scritto a li capitanei di le terre dovesseno far con Hieronimo de Monte vice collateral zeneral, el qual da poi la morte de Mariotto suo padre exercita tal officio, le mostre a li soldati allozati in quelli territorii: et cussì inteseno la verità dil numero di cavalli havevano la Signoria; et fo preso di crescer uno piatto per lanza, che prima era tre soli cavalli per homo d'arme. Le sovvention fonno date, come ho scritto di sopra: a quelli mancava cavallo grosso ducati 60, et per li piatti ducati 25 per uno. Mandono li Savii di terra ferma in diversi luoghi in terra todesca a comprar cavalli, per dar a nostri condottieri. Oltra di queste provvisione, feceno pratiche per condur qualche valente homo per capitan zeneral, Zuan Jacomo di Triulzi o el Conte di Petigliano. Alcuni patricii voleva altri: uno maior Blas ongaro, che fo gran capitano dil re Matthias di Ongaria, et etiam uno so fiol de ditto re Matthias, chiamato el bastardo de Ongaria, homo illustre et de grandissimo inzegno et dal Governo in exercitii bellici saepius experimentado in quelle parte contra Turchi: ma non fo concluso nulla. Tamen condusseno el conte Antonio, fiol dil duca Federico de Urbin, natural, de anni cerca 45, con cavalli 400 et 40 balestrieri a cavallo, et uno altro chiamato Zulian de Carpi, etiam homo di età, con cavalli 400. Questi Signori da Carpi alias fonno per soi meriti creati nel numero del Mazor Conseglio de Venitiani. Hor questi do condottieri, habuto la conduta et danari, si messeno in ordine, et fece zente per tempo novo, et venneno ad allozar in Brexana.