Fo etiam mandato per l'ambassador dil sig. de Rimano conte Ludovico Boschetto, et advisato di questo, et scritoli per la Signoria fece grande leticia et festa. Et da poi se partì ditto orator et andò a Rimano a far poner in ordine el Signor di la conduta have, per li bisogni potevano occorrer.

A Venetia e per tutte le terre et luogi nostri, quam primum lo inteseno, maxime da la parte de terra, perchè fo scritto a li Retori di le terre principal, et loro avisaveno a li castelli di quello territorio, zoè Chioza, Padoa, Vicenza, Ruigo, Verona, Bressa, Bergamo, Crema, Treviso, Cividal, Feltre, Udene et Ravena. Unde tre zorni continui fo sonato campanon, et la sera fatto lumiere per li campanieli et castelli, etiam a caxa de li oratori de Maximiano et Spagna, Legato et Milano, sì dove steva el primo, quam qui a la caxa dil Marchexe, dove erano alozati li altri do, fo posto fuora di le finestre lumiere, ita che pareva tutta la terra fusse in alegreza. Et cussì al fontego de Todeschi, per esser suposti a l'imperador; et prima si era in qualche paura, dicendo: che succederà di questo Re? a hora tutti jubilava.

A Milano el Duca, ritrovandose a Vegevene, subito inteso la nuova di questa liga, a pena potè compir de lezer la lettera da tanta consolatione, però che in questa era confirmato Duca de Milano etc. Et ordenò fosse fatto gran feste et soni, et mandò a Milano et per tutto el dominio a far el simile. Et el sig. Galeazo de Sanseverino suo zenero era amalato alquanto, quam primum sentì questa, disse al Duca: Signor, io son varito, nè ho più mal, et sempre voglio esser devotissimo fiul et servitor di la Ill.ma Signoria de Venetia. Et subito el Duca scrisse a li soi ambassadori era de opinione non star a indusiar, et voleva andar a tuor Aste, et che dovesse conferir con la Signoria de questo, et dete danari a le soe zente. Quello seguirà intenderete.

A Roma, zonto che fo la nuova di la conclusione di la liga, non fo fatto festa alcuna per hora; ma ben preparavano di far solenne publicatione. Et el Pontifice era in gran benivolentia con l'ambassador nostro, et con quello molto si slargava.

Provisione fatte a Venetia et cosse seguide in varii luogi fin al publicar di la liga.

Da poi fatta tal sanctissima liga, a dì primo April fo Pregadi, et più non se cazava li Papalisti, et fo chiamato per far provisione zerca al Pontifice, el qual havendo richiesto cavalli et fanti, conclusa che fusse sta liga, per sua securtà li fusse mandati, fo decretà de mandar per lettere de cambii a Hieronimo Zorzi orator in Corte ducati 4000 a ciò subito facesse 1000 fanti. Et fo mandato Zuan Filippo de la Banca vicecollateral a Ravenna, perchè ivi fusse a queste cosse con ditto ambassador, et etiam Francesco Grasso capetanio di la cittadella de Verona, el qual a caso andava a Roma a tuor la moglie, fo figlia dil sig. Deiphebo de l'Anguilara. Venuto in Collegio offerendosi, li fu comesso dovesse esser capo et governo de ditti fanti si dovea far a Roma; licet poi fusse provisionati, come dirò più avanti. Scrisseno ancora a Milano che 'l Duca dovesse mandar a far la sua parte a Roma. Etiam fo scritto lettere a diversi Re dil mondo per la Signoria nostra, notificandoli di tal liga, et al secretario era andato al Sig. Turco; nè si sapeva dil zonzer.

A dì 2 ditto la mattina in camera dil Prencipe se reduseno tutti li ambassadori di la liga, eccetto quello de Spagna era amalato; ai qual fonno lette le lettere di Roma habute, et inter eos fo deliberato in questo principio de far ogni provisione, zoè che Maximiano vengi prestissimo in Italia a coronarse a Roma, et scrittoli erano in ordine di darli li 400 homeni d'arme, et cussì etiam Milano. Et a dì 3 do de li soi ambassadori, zoè lo episcopo di Trento et domino Gualtier de Stadia, havendo tolto licentia ritornono in Elemagna, dicendo volevano andar contra el suo Re et farli pressa, et li altri do restò; ma, publicata la liga, etiam loro se partino: et dicevano el Re sarebbe per la Sensa (l'Ascensione) in Roma. Et a questi ambassadori, a tutti diversamente, li fo fatto presenti per la Signoria, di panni d'oro et di seda, per valuta de zerca ducati mille.

In Pregadi fo preso et subito expedito el corrier a Napoli a li oratori, dovesseno advisar el Re de Franza di questa liga; et etiam a Roma a li oratori di la liga, che insieme tutti si dovesse adunar, et andar da l'orator dil Re de Franza, et advisarlo di tal conclusione di la liga. Et ancora fo preso de mandar a Roma 500 cavalli lezieri, zoè questi, videlicet:

Cavalli lizieri mandati verso Roma in aiuto et ubedientia dil Pontefice

Jacomazo da Venetia era a Ravena cavalli 200
Zuan Griego era a la Badia cavalli 100
Zuan da Ravena cavalli 50
El Marchexe de Mantoa mandò cavalli 200
El Sig. de Rimano mandò cavalli 25
Sonzin Benzon da Crema a hora conduto cavalli 50
Somma 625