La Signoria di Venetia in questo mezzo inter patres consultaveno saepius quello dovesseno far, essendo dal Pontifice, re Alphonso, Fiorentini et altri pregati et exortati non dovesseno lassar venir questo Re in Italia; et benchè intendevano il passar de' Franzesi di qua da' monti per lettere di Zorzi Pisani ambassador a Milano, pur la verità ad plenum non se intendeva, perchè il sig. Ludovico non li manifestava il vero, acciò Venitiani non facessero qualche pensier a disturbar tal venuta de Franzesi, benchè nel principio deliberasseno non si voler impazar in alcuna cosa, imo esser neutrali, pur inteso di l'armata era per ussir di Zenoa, deliberorno nel consiglio de Pregadi ancora loro metterse in ordene, et star provisti per le cose potevano occorrer, et far armata. Unde tolseno ad imprestedo de patricii zerca ducati 50 milia, con promissione di renderli in fra uno anno, et li obbligorno al deposito dil Sal. Questo fecero per non voler dar angarie alla terra, nè toccar le publiche intrade, nè altri danari de depositi; et adi 22 Zugno nel Mazor Conseglio elesseno capitano zeneral di mar Antonio Grimani, padre dil cardinal Grimani, tituli sancti Nicolai inter imagines, novamente da questo Pontifice creato. El qual libentissime acceptoe, et la domenega proxima messe banco, et habuto con gran ceremonie in la chiesa di s. Marco dal Principe el stendardo, adi 25 Luio, et accompagnato dal Principe, oratori et universo Senato fino in galia, la qual era al ponte di la paia, tolto licentia et offertosi a l'orator gallico et cussì ad altri oratori, montoe in galia; et in eadem hora andoe verso il porto, et poi con do galie insieme armate novamente, sopra comiti Zuan Francesco Venier et Antonio Loredan, verso Corphù navegò, dove era l'altra armata sotto do capetanei del colpho, Nicolò da ca da Pexaro et Hyeronimo Contarini, i quali, zonto ivi el zeneral, restono proveditori di l'armada, et non molto dapoi el Pexaro venne a dixarmar per essere stato assai fuora. Ancora dubitando di novità di Ferrara, mandò zente a custodia sul Polesene di Rovigo 25 cavalli et fanti, et quelli fonno mandati qui sotto sarà scritti, et etiam Ruigo a Domenego Malipiero, era podestà et capitano, scrisseno fosse di novo fortificato, facendo spalti et ogni altra provisione, et etiam a la città de Ravenna perchè li campi pur si appropinquava mandoe zente nominate di sotto, acciò il Ravennese et Zervia difendesse da subite correrie. A le zente veramente d'arme che ditta Signoria havea, ordinoe per le camere fusse dato sovencione, acciò si comprasseno cavalli et stesseno preparati, zoè ducati 60 per uno cao di lanza et 20 per el piatto per ogni homo d'arme.

Zente mandate sul Polesene.

Alexandro dil Turco in Ruigo con cavalli 300
Fio di Antonazo di Dozea in Lendenara » 88
Zuan Griego a la Badia » 50
Zuan Gradenigo patricio veneto a la Badia » 80
Carlo Secco ai Mazi » 100
Antonio di Pigi » 100
Marco da Martinengo cavalier » 200
Summa cavalli 918

Fanti.

Ferigo dal Borgo a Ruigo con fanti 200
Ruberto d'Arimino a Ruigo » 75
Gotiel spagnol a Ruigo » 100
Marco da Rimano a la Badia » 100
Martinel de Luca a Lendenara » 100
Alvise Lanze a Lendenara » 100
Jacomin da Roma a Lendenara » 50
Summa fanti 725

Zente mandate a Ravenna.

El conte Carlo de Pian de Melleto con cavalli 400
Jacomazzo da Venetia » 200
Anzolo Francesco da Crema » 80
Battista Sagramoro » 16
Summa cavalli 696

Fanti.

Jacomo da Tarsia con fanti 200
Alvise Novello » 100
Michiel da Spalato » 50
Pauliza da Catharo » 75
Summa fanti 425

A Zervia.