Collela grecocon fanti60
Vielmo da Cologna»40

Ma Venitiani in questo tempo era in grandissima reputatione, adeo ogni giorno quasi vi andava in Collegio da la Signoria a la audientia el legato dil Papa, oratori di Franza, di Napoli, di Milan, di Fiorenza, di Ferrara, di Mantoa et di Rimano. Questo perchè nostri voleva star in paxe et esser amici di ogn'uno, ma a la fine non poteno star, et el sig. Pandolpho Malatesta di Rimano, che fo fio dil magnifico Ruberto che a Roma morite nostro capitano zeneral et confalonier di la Chiesia, da poi rotto et fugato dil 1482 el Duca di Calavria nunc Re di Napoli, vedendo queste novità et li campi aproximarse apresso il suo Stato, acciò non patisca qualche danno dimandò alla Signoria come sua tutrice instituida dal padre, et etiam era a suo soldo, havea 400 cavalli, che li volesse mandar uno proveditor apresso di lui. Et cussì per el Conseglio di X adi 14 Avosto fu mandato Zorzi Emo fo di Zuane cavalier, fu assà in la ferrarese guerra nominato, el qual statim partito, stette in Rimano fino adi 20 Novembrio, che li campi lì da presso fonno disciolti et mandati per la invernata, zoè quei di Milano alle stanzie, et Franzesi conzonti con la Maiestà di loro Re quando si aproximò in Toscana, come scriverò di sotto. Et adi 2 Avosto nel consiglio di Pregadi, in loco degli ambassadori erano stati il suo tempo et chiedevano licentia, fonno creati ambassador a Roma Hyeronimo Donato dottor, el qual a Innocentio vi fue, ma poi creato Avogador di Comun renontiò tal legatione; a Napoli Zaccaria Contarini cavalier, el qual succedendo queste guerre non fu mandato, et Paulo Trivixan restoe; et a Milan fu eletto Hyeronimo Lion cavalier, el qual pur da poi gran tempo fu mandato, come tutto dirò di sotto.

A Roma, domente tal cose in diverse parti si fanno, Alexandro pontifice havendo le sue zente attorno Hostia fatto alcuni patti di promissione di danari a quelli custodi che erano dentro, quella have al principio di Zugno in suo poter; et intrato il legato dentro, vi messe presidio per nome di la Chiesia, la qual nuova fu molto cattiva al Re di Franza, però che quasi in Hostia consisteva ogni sua vittoria per l'intrar in reame, et far che il Papa se aderisse alla sua voluntà. Ma el Pontifice, intendendo questa certa venuta dil Re, fatto molti concistorii, deliberono al tutto non abandonar re Alphonso. Et cussì continue exortava Paulo Pixani cavalier ambassador de Venitiani che ivi a Sua Beatitudine era, dicendo volesse scriver a la Signoria che insieme con lui et Fiorentini volesseno esser contra el Re di Franza, acciò non si veda tanta ruina in Italia, et che Franzesi venga ad habitar nel reame di Napoli; la qual cosa mai per Venitiani non fo voluto far, per haver terminato non se impazar se non a meter paxe et benivolentia fra le parte. Et pur dolendosi de li cardinali, maxime dil cardinal Ascanio vice canzelier, el qual col cardinal di s. Severino[101] et cardinal di Lonà nuovamente creato a requisitione di detto Ascanio[102], erano, come ho scritto, ussiti di Roma et venuti a Nepi, terra di esso Ascanio per soi beneficii, et volevano questi seguir el Re di Franza, etiam el sig. Prospero e Fabricio Colonna fratelli assoldati col Re di Franza havevano soldato gran zente. Questi Colonnesi sono di primi di Roma, i quali insieme con Savelli sempre sono stati nemici degli Orsini et di quei di Santa Crose. Adoncha queste è do grandissime parte in Roma, Colonna et Orsina, et spesso tra loro fanno gran rumori. A hora Colonnesi è con Franza, et Orsini con il re Alphonso; et per consequente il Papa in Roma molto exaltoe la parte Orsina preditta. Or questi Colonna ha molti castelli di là dal Tevere verso il reame, et Orsini di qua. Et adunate le zente, si puol dir ivi esser uno campo de Franzesi, et scorsizavano fino su le porte di Roma, facendo molti danni, non lassando per terra intrar vittuarie in Roma. Ma el Pontifice in consistoro a la fin d'Avosto fece uno editto, che tutti quelli havevano beneficii in corte di Roma, o cardinali o sia chi se voglia, dovesseno venir a Roma in termene di uno mexe, et ivi habitar, quelli si ritrovava vicini, et li altri più lontani in mexi tre, quelli veramente che era fuora de Italia in mesi 6, alioquin li cardinali fusse privi di cappelli et altri di le intrade, sotto pena a li signori li impedivano di esser excomunicati. Et questa Bolla fo messa a s. Piero et a s. Joanne: tamen non si have copia. Questo fece acciò el cardinal Ascanio et s. Piero in Vincula con altri cardinali ritornasseno a Roma; per el qual editto, molti prelati vi andono et cardinali, excetto Ascanio et San Piero in Vincula, che non volseno obedir al Pontifice, dicendo non era juridice creato, et che lo volevano dismetter. Ancora Zuan Battista Zeno veneto patricio, cardinal de Santa Maria in Portego, el qual in principio di queste novità venne a Venetia, demum a Vicenza al suo episcopato andò, et hora a la Badia di s. Zen di Verona, et hora a la Badia di Carrara in Padoa habitava; et benchè el Papa fusse più volte chiamato a Roma, perchè era ricchissimo Cardinal, et havea grande intrata, tamen si excusoe che laborava di podagre, però che si faceva portar, et che pregava Sua Beatitudine el volesse prima lassar sanar; et mai a Roma vi volse andar.

El successo di l'armada dil re Alphonso.

L'armada dil re Alphonso adì 5 Luio zonse al porto di Livorno de Fiorentini, et adì 16 fè vela et andoe a Portovenere, la qual armada era galie 35, computà 7 per forza, di le qual ne son cinque di Franzin Pastor corsaro, che fu quello soccorse Rodi a tempo de' Turchi, e 2 dil Re, su una è il suo capitano don Fedrigo. Le altre 28 tutte voluntarie. Nave 18 di gabia, di le qual 4, zoè le mazor, da poi andò verso Cicilia per expugnar do nave grosse de Zenoesi, carge di grano. Or questa armada zonta lì a Portovenere, per el cardinal di Zenoa et Obietto dal Fiesco erano su ditta armada fu mandato a richieder tre homeni di quel luogo, che li venisseno a parlar. Li quali venuti, exortorno li volesse dar la terra nè aspettar battaglia, perchè erano de li soi Zenoesi, e non obstante li resposeno ditto loco voleva tenir a requisition de san Zorzi. Et non li zovando parole dolce, veneno a menaze. Ditti tre dubitando, fense di voler consultar con quelli di la terra, et la mattina torneria a darli risposta. Ma la notte si messeno in ordine, et la mattina li feceno intender con bombarde si levasseno de lì. El capetanio don Fedrigo, el Cardinal et Obietto con quasi tutti di l'armada dismontoe in terra, et dette la battaglia al loco per spacio di hore 3: non potendo expugnar la terra se tirorno a drieto, lassando molti morti et altri feriti. Poi el dì sequente ritornò a Livorno, dove stette fin Avosto. Su la ditta armada era zerca fanti 4800, dei quali erano fuziti fin 10 Avosto, chi per viltà, chi per non comportarli il mar, da 600 in suso; unde el capitano feva ivi fanti per le terre de' Fiorentini, eccetto in Fiorenza, et li devano ducati 6 et 8 per paga secondo li homeni, ma con fatica trovava. El Cardinal et Obietto stava in terra, et el Cardinal li venne una febbre terzanella, et attendevano a metter confusion in Zenoa, et do galie continue stava verso Zenoa a sopraveder per guardia. Fiorentini attendevano a fornir Livorno et Pisa et li lochi marittimi di fanterie. Et Cicogna contestabile andò a custodia di Pisa. Et volendo la ditta armada bombardar Portovenere, Zuan Adorno fradello di Augustin Adorno governador di Zenoa, insieme con el sig. Antonio Maria di Sanseverino con assà provisionati, vi andò contra, unde li fanti di la ditta armada erano smontati, se tirorno in armada, et andorno al porto di Livorno, come ho scritto di sopra. Et poi parte di le nave andorno chi per Corsica et chi per Cicilia per assoldar zente, ita che restò che adi 20 Avosto era solum 12 nave di cheba; et in la ditta armada molti si amalava, et a uno tempo più di 600 ne era de infermi, molti morti et molti feriti. Et a Fiorenza per augumentar ditta armada fu fatto 700 fanti, capo Pereto corso, et mandati su ditta armada, et poi adì 8 Settembrio accadette alcune cose fatte per el Cardinal et Obietto dal Fiesco, qual al loco suo sarà scritto, servando l'ordine di tempi.

Seguito di l'armada di Zenoa.

Essendo l'armada fabricata a Zenoa in ordine di galie 25, galioni 13, nave 12, il resto barze fin al numero di 60 vele, et zonta l'armada dil Re di Franza fatta in Provenza a Monaco, demum adi 29 Luio intrata in porto di Zenoa, che era vele 12, et zontovi il Duca di Orliens, el qual però era ritornato in Aste, come scriverò di sotto, ditta armada ussite in poco tempo tre volte di Zenoa. La prima vedendo era a Livorno quella Aragonese, adi 17 Avosto ussite et andoe a Portovenere, ma dubitando di l'armada nemica, se tiroe in Zenoa. Demum un'altra volta adi 28 ditto la ussite, et andò a Santa Maria. Poi la terza volta fu adi 16 Settembrio che l'andò a Hostia nel Tevere, benissimo in ordine, et quella dil Re era zà tirata verso Napoli et Gaeta, et questa comenzoe a prosperar. Questa armada, acciò el tutto se intendi, havea le bandiere dil Re di Franza, et era capitanio.......

Successo di cose seguide in Romagna per li do campi erano dil mexe di Avosto 1494.

Tutta Romagna era in confusion per li campi che ivi si ridusevano. Et adi 4 Avosto madona di Forlì fè uno comandamento che tutti chi havea biave et altre robe fuora a la campagna, quelle subito dovesse tirar in Forlì o altri lochi securi, et quelli non poteva, dovesse condur su quel di la Signoria di Venetia. Ancora a Cesena tutti reduseva i lor mobeli a le fortezze, et Forliviensi, Faventini et Imolesi e terre dil Duca di Ferrara con gran furia adi 6 Avosto reduceano lor robe a le fortezze: Lugo et Bagnacavallo dil Duca di Ferrara fece conzar li arzeri et steccati. Et anche a Ravenna havendo Andrea da Lezzo precepto de la Signoria che dovesse far condur, senza però strepito et con desterità, in la terra tutti li grani dil paese, acciò venendo li campi non facesse qualche danno, et cussì adi 12 Avosto fece; et etiam li fu commesso che a tutti do li exerciti dovesse lassar dar renfrescamenti, perchè Venetiani erano neutrali.

Adi 3 Avosto el conte di Pitigliano era a la Bastia sotto Assisi, con zerca squadre 25 in 30, dove era el Duca di Calavria et Zuan Jacomo di Traulzi, et scrisseno a Città di Castello che adi 4 del presente doveano esser sotto Monton et la Fratta sul fiume dil Tevere, et poi adi 5 venir tra Città di Castello; Borgo e Citerna, demum venir in Romagna. Tamen aspettavano el Duca d'Urbin, el qual summamente desideravano venisse con loro.