A dì 7 ditto per una nave, patron Piero Alvise, et scrivan uno Dimitri de Michali, la Signoria nostra fo certificata, et el patron et scrivan questo referite in Collegio, come, venendo con la soa nave da Serviza carga di sal, a dì 24 April, tra Maiorica et Menorica discoverse una grande armada, la qual era zerca 40 caravelle o vero barze de Spagna, capetanio uno Consalvo Fernandes di Agilar castigliano nominato di sopra, et che era zerca XV da botte 400 in 500, el resto da 200 in zoso, con cavalli et zente armate suso; et che el capetanio volse ditta nave calasse. La qual calò, et andò dal capetanio, et inteso come era nave de Venetiani, li fece bona compagnia, et velizono insieme alquanti zorni. La qual armada andava in Sicilia. Et che li fo ditto el Re voleva mandar ancora altre caravelle presto, et questa zonse a Messina a dì 24 Mazo dove era le altre barze, capetanio el Conte de Trivento, con grande piacer di re Ferandino et di re Alphonso che ivi se ritrovava. Narrò ancora come re Ferandino prospera in la Calavria, et era dismontato a Rezo, et habuto per forza la terra, et el capetanio franzese menato a Messina li fece taiar la testa.
A dì 9 ditto venne uno corrier de Spagna, zoè el primo portò la nova di la liga, con lettere di ij Mazo, el qual venne per mar da Barzelona a Zenoa, et portò lettere al so ambassador, et etiam a la Signoria dil Re et la Raina, in castigliano, scritte molto dolcissime, dimostrando l'amor havevano a questa Signoria, et el contento di la liga fatta, la qual loro l'havevano fatta publicar per tutti li regni la Domenega drio San Marco, a dì 26 April, et fatto processione (et questo perchè el zorno de San Marco non se varda in Spagna), a ciò fusse con più solennità. Et, come l'ambassador disse in Collegio, il Re feva grande exercito; tamen non voleva romper se prima qui in Italia non se rompeva; tamen Venetiani fevano ogni cossa che se rompesse in Spagna.
In questo medemo zorno zonse lettere di Zenoa di 5 Zugno de Francesco Capello kav. et Marin Zorzi dottor, andavano oratori in Spagna insieme con li do oratori dil Duca de Milan. Notifica come a dì primo ditto erano partiti de Milan, accompagnati dal Duca fino fuora di le porte, et da Sebastian Badoer et Hieronimo Lion kav. oratori più de longo. Et la sera alozono a Pavia, dove venne li do oratori milanesi. Et el Marti poi a Tortona, el zorno driedo a Borgo di Forni, et al Zuoba a Roverillo, fo el 4 dil mexe, ch'è una villa di Zenoa mia tre lontano, dove Bernardo et Thomaso Salvago con alcuni altri zenthilomeni zenoesi li accompagnò. Verso Zenoa li venne contra prima Zuan Adorno fradello dil governador et capetanio di le fantarie, poi etiam venne Augustin Adorno governador di Zenoa et Coradolo Stanga prothonotario comessario dil Duca de Milan con molti cavalli, et fatte le debite acoglientie introno in Zenoa con gran magnificentia, et li acompagnò fino al palazo di Polo Palavesin situato sopra la marina, benissimo ornato di panni d'oro, veludo, rasi et razi finissimi. El populo tutto su le strade e balconi, le bottege erano serrate, però che fo fatto comandamento sotto pena de ducati 100 dovesseno serar, per honorar li ambassadori venetiani. Le galie sottil erano in porto se movevano in segno de allegrezza, salutando ditti oratori, et fonno assà presentadi: et conclusive molto honorati. Item come in Zenoa era 20 galie et 21 nave, di le qual galie 9 era armate et 4 nave grosse benissimo in ordene, et che li era sta parechiato una nave di botte 3000, chiamata Jansilla, per passar a Barzellona a mia 600; che esso governador pur se dubitava de Zenoesi, per esser cupidi di nove cosse, che non ribellasseno al Duca de Milan et aderirsi al Re de Franza, et che non era fatto alcuna provisione per el Duca; tamen lui et li soi erano fermissimi et constanti, et prima voranno morir che partirse di l'ubidientia de Milan et in amor con la Signoria nostra. Et cussì a dì 8 ditto tutti 4 oratori con la so fameglia montono in nave, et andono a loro viazo, et zonseno a dì 13 a Barzelona, et trovato l'Alteza dil Re et Raina erano partiti di Madrid et venuti a Burgos, come tutto sarà scritto de sotto. Et ancora advisò la Signoria haver inteso da alcuni mercadanti, che havia habuto lettere di Barzelona, come a dì 19 Mazo era morto el re don Joanne di Portogallo, di malatia longiqua, zoè idropesia, de età de anni 43, et non havea figlioli legittimi, però che uno solo havia, chiamato don Alphonso, era maridato in donna Isabella fiola dil Re de Spagna presente, la qual adhuc de età de anni XXV vive a presso el padre, con provisione tamen di esso Re de Portogallo per el so viver annuatim. Adoncha ditto don Alphonso morite l'anno 1491, corando sora uno cavallo, de età de anni 17; cadete et morite in la città di Santarre (Santarem).
Questo Re de Portogallo ha moglie una zermana chiamata Lionora, sorella di don Emanuel duca de Viseo, che fo fiol de don Ferante infante fratello di esso Re, et per sangue regio a ditto Duca de Viseo li vien la corona, el qual è zerman suo et dil Re de Spagna; ma fo divulgato el Re haver fatto testamento, et lassato el regno a uno so fiul natural, chiamato don Zorzi, di età de anni 13, in governo tamen e protetione dil Re de Franza, non havendo nominato el Re de Spagna suo parente et vicino, però che Portogallo è in mezo di la Spagna. Et una mattina per tutto in questa terra se rasonava di tal nova, dubitando el Re de Spagna non fusse impazato in quelle cosse, et non potesse attender a romper al Re de Franza. Tamen dopoi se intese ditto Re star benissimo, sì che non fo.
A dì 10 ditto venne uno gripo di l'armada di Puia, con lettere dil Capetanio zeneral di do Zugno, notificava esser ivi a li scogi de Brandizo, secondo li comandamenti di la Signoria, et che niuno di l'armada havia fatto movesta, nè niuno si poteva lamentar. Erano galie XXI, se aspettava di zorno in zorno Bartholomio Zorzi provedador di l'armada dovesse zonzer, et che tutta la Puia, volendo nostri, leveria S. Marco, et che re Ferandino et le sue galie havia habuto Rezo, et tajato li Franzesi a pezi, come ho ditto di sopra, et etiam havia rehabuto Cotron, et che Otranto, dopoi el zonzer di l'armata nostra ivi, havia levato le insegne aragonese, et li Franzesi erano lì se havia reduto in castello, tamen el zorno driedo a patti se reseno, e andono fuora di la terra; et etiam uno castello mia 7 di Otranto, chiamato Robia, havia levato le ditte insegne.
Item erano venuti da don Cesare a Brandizo alcuni di primi di Leze per far trieva, et volevano patizar de non star più sotto Franzesi; che sperava fra tre zorni hariano Leze. Et a dì primo dil mexe, alcuni Franzesi erano a Misagne ussite fuora, et fece corraria fino a presso Brandizo, ma don Cesare con alcuni altri tra cavalli et fanti n.º 700 ussiteno di la terra, e come i fo fuora non trovono li nemici, et tornono in Brandizo. Et in quel zorno zonse uno gripo con lettere di la Signoria, comandava al capetanio non se partisse sino non li scriverà altro.
Item come havia mandato, a dì 26 dil passato, Francesco Valier soracomito con un'altra galia dalmatina verso Monopoli, per intender qual cossa di novo; et zonto ivi mandò el Copano in terra, et Franzesi li disse: che vegniva a far qui? Risposeno quello li accadeva. Et loro digando: vui sete nemici dil nostro Re, et venite in le so terre. Et nostri ge rispose: non era el vero. Tamen non volseno dismontar, et ritornò queste galie a Brandizo. Ancora a dì 2 Zugno mandò Piero Bembo soracomito con la so galia verso Messina a trovar l'armada de Spagna et el re Ferandin, et intender come andavano quelle cosse. Et quello nel ritorno referite sarà scritto più avanti. Et come per una lettera venuta in questo zorno di ditta armada vidi, come re Ferandino era passato con alcune barze et galie in la Calavria con 12 milia persone, et havia fatto render assà castelli: Rezo dove eran 150 Franzesi tutti amazati, et al capo fece taiar la testa. Item come quelli di l'armada desideravano di poter far fatti, altri per acquistar fama, altri per farse richi mediante el dar a sacco.
In questi zorni se intese come el gran maistro de Rodi, cardinal de natione franzese et nominato di sopra, havia a requisitione dil Re de Franza armato la sua barza de botte 3000 benissimo in ordene, et quella havia mandato verso Napoli, la qual voltizava de lì via, et venne a Porto Pisano, et cussì restò a servigi di esso Re.
A Venetia in questo mezo consultatione quotidiane se faceva, zerca el campo, a solicitar le zente vi andasse, et dar danari fuora. Fo rivocata l'andata di Piero Duodo con li Stratioti verso Roma, et ancora era a Ravena. Tamen a dì 7 se partì con li Stratioti di Ravena, et de li altri Stratioti erano alozati a Padoa, Monselese, Este et Montagnana per n. 537 in tutto. Per Collegio a dì 6 Zugno fo decreto vi fusse loro capo et diretore Bernardo Contarini, alias a la guerra de Ferrara in simel exercitii de Stratioti operato, homo de grandissimo cuor et governo, come per el so successo, lezendo le opere fece in Milanese, intenderete. Et fo fatto senza niuna utilità, ma con cavalli cinque libentissime accettò. Et partito de qui a dì 8 ditto, et andando li Stratioti tutti, lui con 187 cavalcò verso Verona dove tutti se redusse in uno; et a dì 12 andò a Peschiera, poi verso el campo era sora Oio a Seniga, mia 8 lontan di Brexa, et Marchiò Trivixan provedador li ordinò dovesse andar ad alozar a Asola, et cussì andò et fece li Stratioti stesse a la campagna per non far danno a li cittadini, dove ivi era alozato el conte Bernardin Brazo con la so compagnia.
Ancora Chozanderle thodesco andato in Collegio se offerse di menar in queste parti 1000 Theutonici, parte schiopetieri et parte provisionadi, et in questo termene de zorni X, nè volse altro cha ducati 1000 pro nunc; et cussì fo expedito a dì 6 ditto, et a farli in terra thodesca subito andò.