Fo ordinato guastadori et cernide, non però ni de Padoana ni Trivixana; et fatto le mostre di schiopetieri erano nel paese nostro, zoè villani, però che alias fo fatto un bel ordine, che per ogni villa fusse scritti do schiopetieri, et quelli volesse esser a tal exercitio fusseno exempti de ogni angaria personal; tamen al tempo di guerra fusseno ubligati de andar in campo; et questo è numero di 8000.
Item a ciò che oltra le spexe ordinarie per le Camere di Terra ferma, retrovandose molti debitori, fusseno li danari sovrabondanti mandati in questa terra, a dì 9 ditto per Collegio elexeno do provedadori dovesseno andar per ditte Camere a solicitar el scuoder, et far quanto di sopra è ditto. I quali fonno Luca Trum et Zuam Battista Bonzi (?) ma poi essendo andato quello scortinio con desordene, et non volendo el Trum accettar tal fatica, a dì 10 ditto poi fonno creati Marin Moroxini et Zuam Battista Bonzi; et cussì el Bonzi solo partite de questa terra et andò per le Camere exercitandose; et mentre vi stete fuora, usando ogni diligentia in mandar danari a Venetia, in mexi.... mandò tra campo et questa terra ducati.... milia. Et etiam unum non praetermittam, che a li bisogni di la terra ditto patricio prestò de contadi ducati 3 milia; tamen se conzò come a li altri li fo restituido al suo tempo.
Et a dì 9 ditto, nel Consejo de Pregadi, essendo redutto le zente sora el fiume di Oio a Senega, che dovesseno passar di là, et etiam fatto far uno ponte per el Duca de Milan sopra Po, passavano in Parmesana, dove con le zente di esso Duca le nostre se dovesse redur et star ivi. Et per lettere di Marchiò Trivixan provedador in campo date a Seniga, se intendeva el campo ingrossarse sì de zente d'arme come de fanterie et provisionadi. El marchexe de Mantoa governador de lo exercito, a dì 13 ditto se partì de Mantoa con parte de li soi, et zonse a la dreta in campo a dì... come dirò di sotto, lassato so barba Redolpho di Gonzaga che veniva driedo con el resto di la conduta. Et a ciò con più anemo ditte zente nostre passasse de là, fo mandato a dì 12 ditto Daniel Vendramin pagador in campo con ducati 20 milia, et etiam per camino ne have de li altri per dar una paga. Et non solum quelli erano per el stipendio ubligati vi andono in campo, ma molti a sue spexe; et fo fatto su burchiele sora Oio, lì a Seniga, uno ponte per passar in Cremonese. Se judicava, come fo, che 'l Re venisse a la via de Pontremolo; et però ditto campo se reduseva in Parmesana per obstarli nel descender de li monti. Dubitavano ancora non facesse la volta de Zenoa, et el Duca de Milan ne havea gran paura, et vi mandò mille fanti; et el Conte de Caiazo con alcune zente era venuto in Parmesana dove dovea adunar la massa di le zente, cavalli 2000, come appar per la tariffa mandata per el Duca in questa terra; et etiam el Duca diseva voleva venir lui medemo in Parmesana a sopraveder quelli passi, non restando de far ogni provisione perchè l'andava per lui. Tamen Venetiani spendeva, et feva grande exercito, el qual sarà qui sotto scritto. Pur esso Duca havia paura di non perder el Stado, con inzegno et astutia aquistato, et tutto quello faceva con Hieronimo Lion kav. orator nostro consultava, et obediva ogni consiglio di la Signoria, vedendo maxime esser in ordine di zente.
Exercito di la Signoria[130].
Havendo descritto queste zente, ritorniamo al primo nostro instituto, de descriver el successo di tempi. Et el Re de Franza, intrato el Zuoba a dì 5 del presente in Viterbo, ricevuto honorifice da Viterbesi et dal legato cardinal Farnesio, et quivi stette Venere et Sabato, et per essere le feste di le Pentecoste volse etiam star la Domenega. Poi a dì 9 partì, et andò a Bolsena; poi verso Acquapendente per andar in Siena, et mandò mons. di la Guisa con alcune zente d'arme avanti. El qual arivato a Toscanella, che è una terra di la Chiesia, et volendo Franzesi intrar in la terra, quelli dentro non volseno, dicendo stesseno di fuora li dariano vittuarie; et loro non contenti voleva pur intrar; ma li cittadini serono le porte. Unde Franzesi deliberò di darli la battaglia; et loro difendendose, pur Franzesi introno dentro per forza, et usò gran crudeltà: ne amazò più de 800 senza le femene et puti, et quella terra messe a sacco; et fo divulgato fo morti in quelle baruffe zerca 200 Franzesi. Ancora, non contenti di questo, andono a Montefiascon, dove è scritto esser i miglior vini di Toscana; el qual loco messe a sacco, senza tamen occisione; et cussì San Lorenzo, tutte terre di la Chiesia. Et questa nova venuta a Perosa, al Pontifice et cardinali haveno molto a mal, et subito spazò l'ambassador nostro lettere a la Signoria a dì 9 ditto; et zonse a dì ij a nona a Venetia, et advisò questo; benchè per un'altra scrivesse adviseria meglio la verità. El Re veramente venne la sera ad alozar a Montefiascon, mia 20 lonzi da Viterbo, et mostrò haverli dolesto tal cosse, et terminò de mandar a excusarsi al Pontifice el cardinal S. Dyonise era con lui, come dirò di sotto. Pur fo usata tal crudeltà.
A Ferrara el Duca havia pur cattivo animo et veterano odio contra Venetiani, et, pochi zorni è, vi venne uno ambassador dil Re de Franza a conferir con lui, el qual passò per la via di Ravena, poi ritornò al suo Re. Et questo fo avanti mons. di Arzenton vi andasse de qui. Et per lettere del Vicedomino nostro, venute prestissime, a dì ij Zugno zonte, se intese esso Duca non haver voluto andar a Milan; pur havia mandato don Alphonso so fiul, et datoli zente: el qual ancora non era partito, doveva partirsi a dì 9, et che mandava molti corrieri con lettere al Re de Franza, sotto scusa scrivea a so fiul don Ferante. Et a dì 9 ditto expedite uno so orator a esso Re, chiamato domino Antonio di Constabeli kav., el qual partite molto celeramente, andando verso Fiorenza. La cagione perchè, non se intese; ma è da judicar tramasse qual cossa insieme; et benchè nostri vedesse chiaro el so cattivo anemo, mostrava di non veder, aspetando el tempo.
A dì ij ditto zonse lettere de Vormes de Zaccaria Contarini et Benedetto Trivixan kav., oratori al Re de Romani, i quali zonseno a dì 28 Mazo molto honorati, et have audientia dal re Maximiliano. Dove Benedetto Trivixan, per esser più zovene, fece l'oration elegantissima, et poi have un'altra audientia secreta, exhortando sua Cesarea Majestà a dover venir in Italia, et che dimostrava esser contento, expedito havesse la dieta, la qual atendeva a expedir, et ancor non era compita, et che voleva mandar zente in Italia come era ubligato per li capituli di la liga, et poi venir a tuor la corona: tamen, judicio suo, sarebbe longa questa venuta. Speravano solicitar almeno le zente fusse mandate, le qual anderia a la volta de Milan. Et a ciò el tutto se intenda, qui sarà notado tutti che si ritrovavano a la dieta, sì come ditti oratori mandò a la Signoria, tutti elemani, come vedrete.
Principi, Signori, Prelati, Duchi, Marchesi, Conti et Oratori stati a la Dieta fatta a Vormes[131].
In questo mezo, a Venetia Zuan Battista Spinelli, orator dil re Ferandino, sul campo di San Polo dove habitava, assoldò et scrisse assà provisionadi, zerca 1000, et fece li caporali per mandarli in Puia in aiuto dil suo Re, et dette paga ad alcuni ducati do per uno. Li pagava le arme, a quelli non havevano, a suo conto. Tamen li faceva far le spese fino a Brandizo, et prometteva avanti dismotasseno di farli dar quattro page per uno, et che andando a recuperar terre tenute per Franzesi, quelle aquistasseno per forza, intrati questi in la terra, qual caxa che voleva podesse signar, et tutta la roba ivi ritrovasse fosse sua. Per la qual promission molti si andò a far scriver, adeo ogni zorno su ditto campo era assà zente. La qual cossa fo fatta senza saputa di la Signoria; ma, inteso questo, a dì 14 Zugno per i Cai dil Consejo di X li fo mandato a dir a ditto orator non assoldasse nè greci schiavoni nè albanesi; ma, volendo, assoldasse lombardi. Unde l'ambassador ubedendo depenò molti, et ne rimase solum 200 scritti. Et cussì, fatto al n.º di...., mandoli via con Thomaso so fradello, el qual era stato dal Re suo, et ritornato in quelli zorni, etiam vi andò el castellan de Manferdonia, come ho scritto di sopra.
Et dubitando nostri el Re non venisse a la volta de Bologna, per mantenir el magnifico Joanne Bentivoi et quella comunità ne la fede data, a dì ij Zugno per Collegio fo mandato uno secretario, chiamato Antonio Vinciverra, homo dotto et molto exercitato in diverse legatione, el qual portò con lui ducati 18 milia, el qual, fatto la volta de Ferrara a Bologna andò, et fo molto honorifice ricevuto, come dirò di sotto. Et mandò a offerir li 500 stratioti erano per andar a Perosa, et ancora bisognando 300 homeni d'arme; et elexeno governador di le zente de Romagna esso magnifico Joanne, non come capetanio ma come nostro patricio; el qual l'anno 1488, 14 Marzo, venuto in questa terra fo creato, ed io mi ritrovai a la soa creatione. Se dubitava de novità, perchè li Malvezi erano confinati lì sul Bolognese, haveano rotto li confini loro, et andati dal Re, et però continuamente faceva fortificar Bologna. Et fo scritto a Piero Duodo provedador, era in camino per andar dal Pontifice, dovesse andar sul Bolognese. El qual se partì da Ravena a dì 7 ditto con Stratioti 500, et Nicolò da Nona venuto da Zara con 22 Stratioti verso Cesena, ma da quei de la terra li fo serate le porte, licet fusse terra di la Chiesia, et non fo lassati intrar. Et poi, andati a Bertenoro, pur fonno assà carezati et presentati, et, inteso el decreto dil senato, verso Bologna se aviò.